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AERAv - Associazione Emiliano Romagnola Avicoltori

La Regione Emilia Romagna riconosce gli amatoriali

Sono trascorsi alcuni anni da quando l'influenza aviare è ritornata a far parlare di sé.
Episodi importanti, quanto drammatici, hanno colpito l'Europa, Olanda in testa. I paesi asiatici, poi, non hanno mancato di tenere alta l'at-tenzione sul settore avicolo. Momenti di estremo, per non dire eccessivo, allarme sanitario puntualmente enfatizzato da stampa e televisione.
Ancora tutta aperta la problematica, scientifica, che vuole verificare la complicità del pollo col virus che, evolvendo, diventa pericoloso per la salute umana. E solo per questo malaugurato evento il pollo potrebbe essere criminalizzato, diventando dannoso per sé e per l'uomo.

Argomenti che hanno mosso iniziative differenti, da una Regione all'altra, conl'obiet-tivo di arginare, controllare e prevenire l'insorgenza di focolai influenzali sul nostro territorio. Dal blocco totale della movimentazione degli avicoli, alla sua riapertura con pressanti controlli veterinari, analisi, ormai di rito, profilassi sanitaria e conoscenza della provenienza e destinazione degli animali. Problematiche molto sentite nelle Regioni ove vivono forti concentrazioni di allevamenti industriali, quasi ignorate altrove.
Come Associazione abbiamo toccato con mano la difficoltà comunicativa verso i Servizi Veterinari, locali e regionali, volendo affermare la peculiarità dell'allevamentocosì come lo pratichiamo e intendiamo Noi. La F.I.A.V. onlus ha trovato un ambiente operativo nazionale frastagliato, disomogeneo e con sensibilità spesso neppure manifeste, sia dalle AUSL che dalle stesse Associazioni. Difficile muoversi in un contesto legislativo lasciato alle autonomie Regionali. Anche la nuova Confederalati (federazione raggruppante la realtà colombofila, ornitologica ed avicola) non ha ottenuto adeguate risposte a livello di governo Centrale. Roma ha dato indicazioni alle Regioni e queste, in autonomia, applicano a seconda delle proprie realtà operative.

Da questo contesto generale come A.E.R.Av. abbiamo voluto, e creduto, nel dialogo con la controparte sanitaria, individuando 3 aspetti fondamentali.
Il primo è far conoscere la realtà avicola amatoriale, sempre inclusa e assoggettata alle norme studiate per gli allevamenti intensivi.
Il secondo è diventare interlocutori credibili verso gli Enti governativi, in primis con le AUSL locali ed il Servizio Veterinario Regionale.
Terzo creare i presupposti per una reciproca crescita nel settore avicolo no profit: le AUSL imparando a conoscere i nostri animali possono diventare fondamentali strumenti per la crescita professionale di Noi Allevatori, e ne abbiamo certamente bisogno. Un rapporto di conoscenza amichevole, non conflittuale, aiuta a garantire maggiore comprensione a difesa del patrimonio genetico custodito da Noi Amatoriali.
Il lavoro svolto con la Regione Emilia Romagna ha prodotto un primo importante risultato. Con l'ordinanza n. 242 del 1/10/2004 vengono emanate norme comportamentali dedicate, per la prima volta, agli allevatori avicoli amatoriali. Novità assoluta che gratifica la nostra Associazione e al contempo sancisce un concetto innovativo nella nomenclatura veterinaria ufficiale. Il termine "amatoriale" diventa "d'uso" contraddistinguendo con chiarezza la nostra tipologia di allevatori da quella rurale o intensiva che sia.
Un passaggio fondamentale, da noi fortemente atteso, e sul quale costruire una credibile memoria culturale da affermare su tutto il territorio nazionale. Qui sta l'impegno al quale siamo chiamati come allevatori.

La nostra affidabilità di "controparte vera" viene, oggi, verificata con una serie di comportamenti in grado di dare spessore al nostro settore.
- Gli animali, quando si spostano verso una fiera, come ad un mercatino locale, debbono essere riconoscibili con l'anello inamovibile, riportante numero e anno di nascita.
- I soggetti sono sottoposti al controllo veterinario, allevamento registrato presso l'AUSL locale. Le analisi di laboratorio, per la ricerca di virus influenzali, hanno una validità di 120 giorni.
- La morte sospetta di animali è seguita da analisi necroscopiche, i cui esiti sono da conservare assieme al registro di carico e scarico.
- Nel caso di cessioni di animali occorre indicare, sul registro di carico, il nome del cessionario. Questo per poter conoscere il luogo ove sono o da dove provengono gli animali, utile in caso di insorgenza di focolai infettivi.
Può sembrare un prezzo alto, il dover sottostare a norme che richiedono una NON improvvisazione di allevatori. Ma se inquadrate nella giusta dimensione avicola amatoriale, richiamata nei Nostri Statuti Sociali, e Federale, perfettamente comprensibile e condivisibile.
La diffusione di simili comportamenti sul territorio nazionale, per mezzo delle singole Associazioni federate, non può che favorire la conoscenza del nostro essere Amatoriali. Per non dover incappare nei soliti veterinari che ignorano, o preferiscono ignorare, un ambiente avicolo ricco e capace quale il nostro. Per arrivare sempre più a semplificare e rendere realmente applicate le norme che ci riguardano, in modo condiviso e non soggettivo.

Credere nella "mission" dell'allevamento in qualità e selezione per conservare e divulgare il patrimonio genetico avicolo, nazionale ed estero, non può che trovarci concordi in un impegno che implichi capacità operativa in grado di competere con le realtà presenti sul nostro territorio. Se l'organizzazione e l'innovazione sono l'arma del successo per chi gestisce aziende con fini economici, le nostre povere amministrazioni debbono ugualmente sapersi gestire con coraggio e vigore.
In gioco non sono i guadagni ma i valori importanti che vogliamo portare avanti; convinti di poter offrire una esperienza unica a quanti vogliono avvicinarsi al rigore scientifico delle razze allevate, come all'amore per la natura, l'ambiente e, non ultimo, un luogo relazionale amicale, sincero ed aperto.

Mauro Cabassi
A.E.R.Av.