AERAv - NostrAvicoli 2005

Reggio Emilia - 26-27 Novembre 2005

Recensione Mauro Cabassi

Con un precedente illustre, quale l'appuntamento di Jesolo, finito in disgrazia, risultava difficile pensare che a breve potesse esserci un evento avicolo sul nostro territorio.

Non per fortuna, non per caso, ma grazie ad una sorta di lavoro già iniziato gli anni scorsi si è riusciti ad aprire le porte a "NostrAvicoli".
Inseriti nella grande manifestazione Ornitologica "Città del Tricolore" le piume dei volatili si sono unite nell'affermare la volontà di uscire da una circostanza assurda e che deve essere ripresa con senso di responsabilità e concretezza. La collaborazione stretta con il Servizio Veterinario di Reggio Emilia, come con quello Regionale, ha permesso di smuovere le resistenze dei più disinformati fino ad ottenere il convinto assenso del Sindaco della città ospitante. Una vittoria del buon senso che si è accompagnata con la tranquillità di operare in sicurezza sanitaria, collaudata da tempo, e garantita dalle organizzazioni amatoriali intervenute nella manifestazione. Reggio Emilia si è trovata così ad essere di esempio, e speriamo di stimolo, per altre amministrazioni che ancora sono reticenti nel concedere spazio alle iniziative avicole. Allo stesso tempo le particolari norme sanitarie non possono continuare ad essere un freno per gli appassionati, ed un'arma scoraggiante per ottenere le autorizzazioni, ma bensì elemento da conoscere ed all'interno del quale configurare il nostro operare nel futuro. È quella professionalità che più volte ci siamo raccontati che diventa il segno che può dare valore al nostro attivismo.

Il futuro resta incerto per tanti fattori ma quello che oggi, trascorsa la positiva esperienza di NostrAvicoli, dà più preoccupazione è il non sentire il coinvolgimento convinto degli avicoltori italiani. La prima edizione di questo appuntamento avicolo nasce con forti contraddizioni. All'idea nata e cresciuta in AERAv di offrire un momento importante di avicoltura, per gli avicoltori tutti, è scaturita una risposta timida ed elusiva. La conferma di un tessuto amatoriale disgregato, che non riesce ancora a farsi promotore forte e unito dei propri ideali. Partecipare è soggettivo, libero e assolutamente svincolato da qualsivoglia condizione. Ma è parso subito che i più spaventati dall'effetto mediatico sull'influenza aviare siano stati proprio gli allevatori. Chiudersi in casa, riempire il proprio freezer e disdegnare l'impegno "sul campo" per la difesa del valore insito nel nostro allevare, è contrario ai principi fondanti l'allevamento amatoriale organizzato.
Chi più di Noi allevatori può portare avanti un disegno di salvaguardia e divulgazione dell'allevamento amatoriale? Far sentire la nostra forza con una presenza "scomoda", in taluni casi, diventa un modo concreto di dire le nostre ragioni. Dover riempire le gabbie con le risorse dei benemeriti pochi partecipanti, oltre ad essere oggettivamente complesso, evidenzia una mancanza di condivisione che va chiarita. Oggi colpa della circostanza, ma troppo spesso abitudine consolidata è la scarsa propensione all'esibire i propri animali in mostra. Norme sanitarie a parte, da capire e gestire in collaborazione con le proprie unità veterinarie locali, sono sempre un numero limitato i partecipanti alle esposizioni. Confrontarsi, conoscere i propri animali posti a fianco di altri, contribuisce sicuramente a far crescere il senso del "bello" e a maturare nelle proprie capacità di allevatore. Senza ciò dovremo a lungo invidiare le esposizioni oltre Alpi, come un miraggio, un sogno nel quale fingiamo di credere. L'allevamento amatoriale degli avicoli ornamentali oltre ad essere un serbatoio genetico fondamentale, deve diventare un luogo di vivace incontro amicale tra gli appassionati tutti. Potremo così crescere in consapevolezza, conoscenza e come forza evidente del nostro essere.

Generoso e sereno 2006 a tutti.

Reggio Emilia, 03/12/2005

Mauro Cabassi