XII Campionati Italiani di Avicoltura
Jesolo 29-30 Ottobre 2005
Recensione Cabassi Mauro
Jesolo ha atteso i "polli" più belli d'Italia, ma questi non sono arrivati.
Peggio, non sono potuti arrivare! Colpiti da influenza o altro malessere? Non direi.
Piuttosto vittime sacrificali di una congiuntura che rasenta l'incredibile ma causa la quale l'intero comparto avicolo nazionale sta pagando un prezzo altissimo.
Se n'è parlato sabato 29 ottobre 2005 presso il "Palazzo del Turismo" di Jesolo Lido, in occasione dell'inaugurazione dell'Esposizione dedicata ai XII Campionati Italiani di Avicoltura. Presenti alla cerimonia d'apertura i sindaci dei Comuni del comprensorio ospitante. Nonché un rappresentante della Provincia di Venezia, il responsabile del museo naturalistico veneziano e, non ultimo, il sottosegretario al ministero dell'agricoltura e foreste On. Gianpaolo Dozzo, con delega al settore avicolo.
Assenti solo gli avicoli e gli uccellini dell'Associazione Ornitologica Jesolana che condividevano la manifestazione.
All'amarezza e sincera rabbia espressa dai dirigenti organizzatori, per la FIAV Onlus il presidente Ongaretto, si è aperto un interessante dibattito tra le personalità convenute. Il dato forte che è stato confermato è la stima generale verso il mondo amatoriale organizzato in quanto garante, con il comportamento professionale dei propri aderenti, di garanzie e qualità indiscussa. L'auspicio espresso è quello di ricavare dalla brutta esperienza di questi giorni la forza per una ulteriore qualificazione del nostro settore. È stata suggerita, e condivisa, la necessità di introdurre una anagrafe del patrimonio genetico autoctono come pure degli allevamenti che si occupano della conservazione delle razze, facendo tesoro e divulgazione delle nostre tradizioni e cultura. A tale riguardo il comitato organizzatore, assieme alle amministrazioni comunali coinvolte, avevano interessato oltre 800 studenti, già pronti ad intervenire per visitare l'evento. Uno specifico ambiente era stato dedicato al percorso didattico volto ad avvicinare i giovani all'ambiente culturale dei nostri pollai.
Il messaggio "crudo" delle gabbie vuote, adornate a festa come ormai tradizione nelle esposizioni avicole, assieme alle parole ferme e critiche per come questo "terrorismo mediatico" abbia potuto produrre ciò che stiamo vivendo, sono stati raccolti dal sottosegretario On. Dozzo. Ora il lavoro non potrà che essere spronato verso un riconoscimento dell'avicoltura amatoriale, nazionale, per scongiurare ogni possibile provvedimento legislativo che non tenga in dovuto conto la peculiarità e "mission" dell'allevamento come lo intendiamo noi avicoltori.
In questo obiettivo FIAV Onlus, a mio avviso, dovrà procedere verso una uniformità di comportamenti nelle Associazioni federate quale garanzia di credibilità nel nostro interno e verso l'esterno. In questo AERAv si trova da tempo impegnata a sostegno di una etica professionale amatoriale che, seppur impegnativa per gli associati, riteniamo col tempo premiante per tutto il nostro settore.
La giornata Jesolana, dopo un rinfresco di gran classe, è proseguita con lo sviluppo della conferenza dedicata al benessere animale. Interessante l'intervento del Dr. Fantuzzi Paolo, collaboratore dell'azienda Raggio di Sole - mangimi, il quale ha illustrato l'importanza che riveste una equilibrata alimentazione animale. A partire dall'acqua di bevanda che deve essere rinnovata giornalmente e comunque non contenere residui di cibo o altro che stimolano la produzione di batteri spesso dannosi per l'equilibrio intestinale degli animali. Ma importante, non perché fa parte del suo mestiere, è l'alimentazione con il giusto apporto energetico e proteico. Eccessi o carenze di contenuto proteico, a vantaggio magari di amidi o zuccheri portano a fenomeni deficitari che si evidenziano con l'ingrassamento o deperimento dei soggetti (rachitismo, sterno deviato...); ma anche con scompensi nel piumaggio, penne a coppa, depigmentazione ecc...
La conferenza è poi proseguita con l'intervento della dottoressa Corro' Michela dell'Istituto Zooprofilattico di Padova, referente nazionale per le malattie avicole. È stata distribuita una raccolta di immagini esplicite, a colori, sulle conseguenze prodotte dalle principali malattie che possono colpire i nostri avicoli. Coadiuvata dallo schermo gigante ogni passaggio è stato illustrato e discusso con gli allevatori presenti.
Una giornata sicuramente interessante, organizzata con maestria dal comitato organizzatore, al quale non può che andare la consolazione di aver catalizzato l'attenzione sui problemi avicoli e forse di aver gettato le basi per rilanciare una avicoltura nazionale meno provinciale.
Al rammarico per l'assenza degli avicoli si può aggiungere anche quello dell'assenza di tanti allevatori, presenti solo i vertici delle associazioni avicole del centro nord. Purtroppo i tempi sono stati frenetici e non hanno permesso di diffondere una adeguata informazione capillare.
Ma l'esperienza fatta sarà certamente conservata e non mancheranno occasioni future per offrire agli allevatori occasioni di confronto e apprendimento di alto livello.
Mauro Cabassi

