XII Campionati Italiani di Avicoltura
Jesolo 29-30 Ottobre 2005

Recensione Rore Lazzaro Secondo

Peccato! Un lavoro di tale bellezza sprecato! Mi dispiace per l'AFA e per Franco, non se lo meritano! È la prima volta che capita in Italia una situazione di questo genere!
Questi sono solo alcuni dei molti commenti sentiti dal sottoscritto sabato e domenica a Jesolo in occasione dell'inaugurazione dei nostri Campionati Italiani d'avicoltura 2005; presenti i Presidenti delle Associazioni AFA, LIA, AERAV, AMAC, ALA, l'Ordine dei Giudici, membri dell'Associazione Ornitologica Jesolana, veterinari responsabili e non, illustri ospiti del mondo politico... purtroppo mancavano i veri protagonisti i nostri amici polli.

Un anno intero passato ad organizzare la manifestazione, a preparare gli animali fino all'ultimo giorno e poi tutti quanti massacrati impunemente da un sudicio lezzo alzato dai mass media; scusatemi se mi permetto per una volta di essere polemico ma credo di avere ragione.
Sono sconcertato per la pressione psicologica sollevata dall'influenza mediatica negli ultimi 60 giorni. Un'ignoranza tale io non l'ho mai vista. Cosa vogliono impedirci di fare. Smettere di continuare ad allevare come stiamo facendo con continui controlli sanitari ormai da anni.
Io ho l'impressione che piuttosto in questa situazione nessuno abbia voluto prendersi delle responsabilità nel volere capire in modo più profondo il nostro settore di allevamento; ritengo che a questo punto della situazione sia inutile girare intorno alla frittata ed i discorsi diplomatici non servono a molto.

Durante la conferenza si è parlato di albo anagrafico degli allevatori!? Mi risulta che ci dovrebbe già essere un elenco che certifica l'avvenuta distribuzione degli anelli ad ogni singolo allevatore ed una denuncia delle razze allevate. Credetemi amici la mia in questo momento non è una caccia alle streghe, forse, però tutti quanti ci dovevamo svegliare un po' prima, visto che l'anno scorso si parlava già di influenza aviaria e molti di noi, per ingabbiare gli animali a Reggio Emilia hanno dovuto il prelievo sierologico o il tampone.
Ne traggo quindi delle bruttissime conclusioni: noi siamo i soliti italiani che si svegliano all'ultimo minuto, abbiamo quindi 11 Associazioni in Italia che pensano solo a se stesse; ma nel momento in cui i responsabili vengono interpellati, fra loro una buona parte si preoccupa di parlare di e discutere solo di allevamento, alcuni il più delle volte non sono presenti per i più svariati motivi e gli ultimi veramente interessati per farla breve sono sempre i soliti che in Italia si creano responsabili di riuscire a mostre nazionali per il bene di tutti.

Signori miei qui le cose vanno cambiate, non si può abbandonare il nostro settore per una situazione bloccata dalla paura di non prendersi nessuna responsabilità da parte degli enti predisposti. Mi sta bene abbiamo perso una battaglia o se qualcuno preferisce "ce le hanno suonate", ed i sermoni non servono a molto, ma a questo punto andiamo fino in fondo; non possiamo avere a che fare con realtà diverse da un ASL all'altra a seconda della Regione o peggio della città, non siamo tutti allevatori Italiani?

Tutti noi dobbiamo cercare di fare un blocco comune per fare comprendere i nostri sistemi e le nostre ragioni di allevamento hobbistico, gli allevatori italiani non hanno polli da mandare in TV e dire che si possono mangiare perché di colore rosso ed allevato all'aperto. Noi siamo brava gente che ha ricreato delle razze ormai sparite da anni, noi le salvaguardiamo e facciamo in modo di fare conoscere alla gente le specie che esistono ancora nel settore avicolo.
Abbiamo anche la fortuna di avere un Club specializzato sulla salvaguardia delle razze autoctone il CRAAI, che oltre a tutto trova molte difficoltà nell'andare avanti grazie a quei simpaticoni che ogni hanno importano da mostre straniere razze straniere. Fortuna che tutti i Presidenti delle associazioni italiane possiedono nel proprio allevamento una razza autoctona italiana e cercano di pubblicizzarla come vera eredità del nostro paese. Grazie per questo.

Io mi auguro che tutto quanto successo a Jesolo non finisca nell'omertà e nel silenzio, soprattutto con la solita frase: "fra sei mesi non si sentirà più nulla ed allora faremo le mostre". Non credo proprio si possa ragionare in questo modo anche perché se domani mattina si sveglia qualcuno che sostiene di uccidere tutti gli avicoli perché portatori della "febbre di plutone" noi lo dovremo fare? Ora è venuto il momento di portare avanti le cose e di lottare per il bene comune, di bussare alla porta degli enti istituzionali predisposti e farci aprire a costo di renderci antipatici. Dobbiamo essere riconosciuti ed ascoltati.

La nostra realtà va compresa da tutti, ma vi rendete conto che i nostri nipoti rischiano di non sapere cosa fosse una Livorno, un'Ancona, una Padovana, figuriamoci una Welsum; rischiano di vivere solo del ricordo che i loro nonni o i loro bisnonni avevano di questi animali, che in tempi non troppo remoti facevano parte della vita rurale della famiglia comune italiana. Quanti di voi non hanno mai sentito i propri parenti raccontare che 50 anni fa un uovo o un pollo potevano significare la vita per alcuni della famiglia?

Cari allevatori qui o ci diamo una mossa o rischiamo di perdere molto più di un allevamento hobbistico, perdiamo un pezzo di storia del nostro paese; a Jesolo sono state dette molte parole, il sottosegretario Dozzo mi è apparsa una persona veramente dispiaciuta per il fatto accaduto ed interessata ai nostri problemi. Non ha ribattuto inutili sproloqui sui nostri problemi, bensì ha cercato di proporre una strada concreta da percorrere per la salvaguardia delle nostre razze e di tutti gli allevatori hobbistici o amatoriali italiani.
La FIAV, in questo momento ha una brutta gatta da pelare, deve mandare avanti la battaglia in modo concreto con le istituzioni e nello stesso tempo preservare le Associazioni, a non mollare. Ci sono però i presupposti di uscirne a testa alta, con la possibilità di fare riconoscere il nostro settore su tutto il territorio nazionale, soltanto facendo comprendere l'opinione pubblica di come sono le mostre e le fiere, quali sono le razze allevate, cosa sia una selezione; potremmo immaginare un futuro migliore.

Siamo dunque giunti ad una svolta importante per il nostro mondo ma la cosa più importante, a mio avviso sono quelle famose sinergie di cui scrivevo ormai anni addietro; se le Associazioni italiane fra di loro riusciranno a trovare un modo per fronteggiare insieme il problema, se vi sarà un maggior dialogo tra FIAV ed Associazioni (spero tutte), credo che si potrà veramente iniziare a trarre qualche risultato positivo di tutta la questione avicola, io mi auguro che la collaborazione cominci e continui in modo positivo non solo per il problema dell'influenza aviaria ma per tutto quanto il resto. Vedete cari amici siamo un piccolo mondo di sognatori, ma in fondo è belle rivivere con il sogno di un pollo le vecchie e prime felicità di quando si era bambini; ma soprattutto lo possiamo fare assaporare alle nuove generazioni e questo è molto importante.

Il Responsabile Mostre Nazionale
Rore Lazzaro Secondo