XIII Campionati Italiani di Avicoltura

Jesolo 3-5 Novembre 2006
Campionati Italiani: una bella soddisfazione

La ridente cittadina nota ai più come località turistica, ha offerto quest'anno una serie di spunti a mio parere interessanti per tutti gli appassionati di avicoltura hobbistica. La sede centralissima e non il solito capannone industriale ha conferito un aspetto più domestico ad una mostra di avicoli, che tanto industriali non sono, e donato una configurazione e un lay out più consoni ai numeri ridotti degli animali esposti. Inutile sperare nelle migliaia di soggetti che la nostra federazione, o meglio noi allevatori, non possiamo esprimere; a questo proposito tornerei volentieri al vetusto concetto del pochi ma buoni. Perché un campionato federale in Italia può contare su sei settecento soggetti esposti e quando anche si spinga oltre, a farne le spese, sarebbe la qualità degli stessi.
A scuola la chiamerebbero interdisciplinarietà: io la chiamerei allargamento ad esporre oche, polli, anatre assieme a colombi e uccelli vari da affezione. Questo paga in termini di spettacolo e quindi anche di spettatori, visto che la domenica di chiusura, ho notato parecchia gente tra i non addetti ai lavori. La divulgazione passa anche attraverso queste formule così come è stato fatto offrendo un mattino per le scuole.

Passando ora agli aspetti organizzativi legati alla logistica, per la prima volta siamo arrivati all'ingabbio conoscendo già il numero della gabbia stessa, aspetto non da poco sia per gli espositori sia per gli organizzatori. Ho invece assistito alle solite lamentele in fase di chiusura della manifestazione: tutti devono fare chilometri per tornarcene a casa, tutti sono stanchi, tutti vorrebbero anticipare, ma i tempi tecnici vanno rispettati considerando anche che il self service in questa fase genera caos, confusione e spesso sorprese spiacevoli.
Non dimentichiamo che è fissato un orario entro il quale anche l'ultimo dei visitatori ha diritto di vedere tutti gli animali esposti e non un viavai di forsennati con casse da viaggio tra le mani.

La premiazione poi mi è parsa davvero azzeccata. Saletta con posti a sedere, palco, microfoni, fotografo e tutto quanto deve dare una certa solennità al momento che poi tutti quanti aspettano, altrimenti che senso avrebbe partecipare alle mostre.
Elegantissimo e di gusto il premio più ambito, quello per i campioni di razza.
Insomma tutto mi è sembrato davvero riuscito.

shamo

Per ciò che mi riguarda più da vicino, a Jesolo è accaduto quello che sognavo da una vita (allevatoriale si intende): i nostri amati SHAMO sono stati giudicati da un noto giudice straniero che, pensate un po', è anche uno stimato allevatore della razza.
Acclarato che non potrei di certo lamentarmi del suo operato, visto il 97 attribuito al mio campione, per la prima volta ho avuto da un addetto ai lavori consigli validi per la mia attività e la soddisfazione di sapere che aveva tolto gli animali dalle gabbie per vederli camminare.
Allora ringrazio chi lo ha invitato e lo ha seguito nel suo operato, chi ha tradotto le sue parole e ringrazio lui, anche se non so se leggerà queste righe.

Auguro a tutti i soci di provare per una volta quello che ho provato io. Grazie.
Gli incontentabili allevatori di SHAMO.

Luca Pignatti
Paolo Paltrinieri