XIII Campionati Italiani di Avicoltura

Jesolo 3-5 Novembre 2006
Relazione Fabrizio Focardi

Una formula perfetta, "amici/polli/mare", mi ha fatto passare quattro giorni meravigliosi a Jesolo. Sì, mi sono proprio goduto questa edizione dei Campionati Italiani. Sono arrivato mercoledì sera per essere pronto al giudizio del giorno successivo; un'ottima sistemazione in albergo e tutte le mattine, all'alba, una passeggiata sulla spiaggia. Dalle nove fino alla sera a disposizione del Comitato Organizzatore: ad esempio il venerdì, insieme ad altri volenterosi, abbiamo portato in giro per la mostra tanti simpatici bambini (circa 1200!) ed è stata un'esperienza gratificante: il loro interesse, ma soprattutto le loro esilaranti domande mi hanno tenuto allegro. Il sabato è stato dedicato alle foto dei Campioni e delle colorazioni particolari; naturalmente il "tecnico" era l'instancabile Desy Ongaretto: io e gli altri eravamo solo i "valletti" portatori di polli. La creazione di un nostro archivio fotografico è molto importante: ci permetterà di inserire negli articoli del nostro Notiziario polli "italiani", senza dover sempre ricorrere ad immagini prelevate da riviste straniere. La domenica, poi, ero a disposizione degli allevatori: un'occasione preziosa per tutti, che ci ha permesso uno scambio di impressioni e la possibilità di dare una spiegazione del predicato - sacrosanto diritto - agli allevatori che lo richiedevano. Sarebbe giusto che i giudici fossero tutti presenti, almeno in occasione della giornata di chiusura dei Campionati Italiani, perché è questo il giorno in cui tutti gli allevatori vengono a ritirare i loro animali: potrebbero così, loro stessi, discutere i propri giudizi. Mi ha dato un po' fastidio la sistematica "caccia all'errore sul cartellino" di alcuni, quasi che questo fosse lo scopo principale della loro venuta a Jesolo. Premetto che non cerco mai di difendere un giudice in mancanza di motivi validi per farlo: quando un errore c'è, mio o di un altro, sono il primo a riconoscerlo (è accaduto più di una volta a Jesolo); non mi disturba affatto fare da "capro espiatorio", ma mi infastidisce molto quando, nell'esporre il presunto errore, c'è arroganza, presunzione e maleducazione. Questo perché credo di saper fare il mio lavoro, e quando dico una cosa so che è quella giusta , altrimenti preferisco tacere. Ma lasciamo perdere: fortunatamente questi casi sono rari. Andiamo invece avanti per chi si merita di sentir parlare di polli con serietà.
Abbiamo avuto la presenza di un giudice straniero: sarebbero dovuti essere due, ma a causa di un volo cancellato uno di loro non ha potuto partecipare. Josef Hartsberger, tedesco, ha giudicato le razze combattenti e a mio avviso lo ha fatto con grande professionalità. E' stato un gran piacere aver avuto il tempo di discutere, davanti agli animali, le reciproche impressioni. Devo dire che è rimasto molto ben impressionato dalla qualità degli Shamo presenti, cosa della quale ero assolutamente certo, conoscendo la serietà ed il valore dei nostri allevatori di questa razza: ma non voglio proseguire oltre, sicuro che sarà lui stesso a fare una relazione più che esauriente.
Un'altra presenza interessante è stata quella di Geri Glastra e H.J. Averdijk, rispettivamente Presidente e Segretario del Club della Livorno Olandese. L'Olanda, come ho già esposto in altra occasione, è uno dei pochi Paesi dove la Livorno, riconosciuta come tale, è molto allevata e soprattutto con tipologia, potrei dire, uguale alla nostra.

Geri, oltre che allevatore, è anche giudice: ho così avuto modo, nei tre giorni che abbiamo passato insieme, di vedere i soggetti esposti e valutarli uno per uno. Reciprocamente abbiamo esposto le nostre impressioni, ad esempio ho saputo che in Olanda, nella Livorno, una leggerissima sfumatura gialla sul piumaggio non è considerato errore, e che stanno cercando, con la selezione, di allungare leggermente il tronco - cosa che hanno già fatto con la Barneveld - per aumentare la deposizione; ho sconsigliato questa pratica, che altererebbe la tipologia, allungando di conseguenza il dorso che tanto abbiamo fatto per accorciare. Il nostro prossimo appuntamento sarà a Lipsia: un'occasione per poter confrontare le diverse tipologie europee e per vedere come verrà accolta la nostra razza. Tutto questo è molto utile e serve a far conoscere, negli altri Paesi, la vera tipologia della Livorno. Ambedue, Glastra e Averdijk, si sono resi disponibili ad aiutare gli allevatori italiani a mettersi in contatto con colleghi olandesi per avere, eventualmente, uova o animali. Anche se non le ho giudicate, ho notato una cosa molto positiva per le nostre Livorno: non erano presenti soggetti con colorazione e tipologia Italiana, e questo sta a significare che i nostri allevatori hanno capito le due tipologie. Passo adesso alle razze che ho giudicato:

POLVERARA
Una razza, questa, che avrebbe bisogno di più allevatori; anche se meno conosciuta, ha gli stessi diritti della Livorno: è italiana al cento per cento. Dei soggetti presenti ho preferito, come campione di razza, un gallo nero. La mole ed il colore erano buoni; l'orecchione, anche se macchiato di rosso, era passabile. Barba e ciuffo molto buoni; cresta ancora da rifinire ma, trattandosi della Polverara, accettabile. Buono il colore dei tarsi nelle due colorazioni. Ciò che mi ha sorpreso è stata la differenza di mole fra i due sessi: anche fra soggetti dello stesso ceppo le femmine erano decisamente troppo piccole, mentre i maschi, sia un nero che il bianco, erano di ottima fattura. Occorre lavorare ancora per migliorare le creste ed il colore degli orecchioni, specialmente nella colorazione Bianca, ma soprattutto per aumentare la mole delle galline.

SICILIANA
Presente in due colorazioni: la Bianca e la Collo Oro.
Della Bianca erano presenti due soli galli: uno passabile nella forma e posizione, ma la presenza di piumaggio bruno tradiva la provenienza dalla Collo Oro; l'altro decisamente fuori standard; ambedue però con ottimi orecchioni rossi: caratteristica non facile da trovare in questa razza. Le creste - dolente nota! - con la coppa ingombra al centro di punte ed i denti un po' troppo filiformi. Le Collo Oro, due galli ed una gallina, con buona tipologia e posizione. Un po' piccola la taglia, specialmente la gallina, ma con un po' di buona volontà non credo sarà difficile aumentarla. L'orecchione presentava troppe tracce bianche. Il colore ed il disegno molto buoni. Le creste erano meglio che nella Bianca, ma anche queste apparivano aperte nella parte posteriore e con la dentellatura da migliorare. Una razza, anche questa, da seguire e che dovrebbe trovare qualche altro amatore per poter, con una buona collaborazione, raggiungere buoni risultati.

VALDARNO
Due maschi e tre femmine.
Un gallo mal presentato e con difetti; l'altro invece, campione di razza, in buone condizioni e con un buon piumaggio; tenere presente che la Valdarno non deve avere una taglia esagerata né una cresta troppo grande. Le galline in genere presentavano una buona forma, ma con una mole da aumentare e le creste da migliorare.

BANTAM
Quest'anno la Bantam non era al massimo della forma. Nella colorazione nera, la più numerosa, galli con le code prive di falciformi o non completamente sviluppate; creste con perlatura irregolare e spine non coniche; orecchioni con tracce rosse o brunastre; petti poco profondi e, in molti soggetti, una mole eccessiva. Le femmine un po' meglio, ma anche alcune di loro di mole eccessiva; code poco sviluppate, ali portate alte o aperte e creste da migliorare. Due molto buone, di ottima forma e mole, una con la faccia un po' scura e la cresta con la spina troppo corta. Ambedue premiate con "Distinto", ed una Campione di Razza. Tre Collo Oro tutte lontane da quella che si può definire una bella Bantam. Attenzione: in questa colorazione, la pepatura nella gallina deve essere regolarmente distribuita e non troppo fitta (se troppo addensata, forma chiazze scure o un disegno che penalizzeranno molto il soggetto); il colore bruno del mantello deve essere ben visibile. Due Sparviero buone nella forma, ma con colorazione da migliorare nelle remiganti e nella coda. Nella Bantam tutte le caratteristiche sono importanti. Con alcuni soggetti sono stato, visto il livello presente, anche un po' troppo tollerante. C'è da tenere presente che in alcune colorazioni, come la Nera, si deve pretendere di più che in altre (come la Sparviero o la Collo Oro). Non si possono esigere le stesse teste larghe, gli stessi occhi sporgenti e le stesse falciformi che devono essere lunghe, arrotondate e larghe fino alla fine, che non deve mai concludersi a punta.

Nel complesso mi aspettavo qualcosa di più in queste razze, ma forse a causa della lunga estate calda lo sviluppo non è stato come avrebbe dovuto. Consiglio comunque di far nascere i soggetti di razze grandi il prima possibile, e quelli di razze nane all'inizio della primavera. Il piumaggio è sempre tenuto poco in considerazione dai nostri allevatori, invece è della massima importanza: un pollo pulito e con il piumaggio completo mi trova sempre ben disposto e posso essere più tollerante su piccoli difetti.
Ho avuto come allievo Valerio D'Amico, nel quale ho riscontrato serietà e buona conoscenza della materia: sarà senz'altro un bravo giudice.

Fabrizio Focardi