XIV Campionati Italiani di Avicoltura
Jesolo 10-11 Novembre 2007
Jesolo 2007, cosa ho visto
di Paolo Paltrinieri
Come sempre, da quando si disputano, abbiamo preso parte ai Campionati Italiani di Avicoltura.
Certo ne abbiamo vinti tanti (tutti tranne quello di Savigliano) e di facce note ormai se ne vedono tante; anche qualcuna nuova ogni tanto, il che non guasterebbe, anzi.
Le donne allevatrici, così le chiamo io, coadiuvate dallo staff tecnico di Avi Nordest hanno creato un ambiente accogliente ed esteticamente molto curato, che godeva anche della posizione strategica fornita dall'arena del Palazzo del Turismo della cittadina veneta.
Mostre di complemento azzeccate, belle gabbie ben disposte, organizzazione logistica teutonica (operazioni di ingabbio e sgabbio).
Nella giornata di domenica, quella che ho visto io, buona affluenza di pubblico di non addetti ai lavori. Da catalogo conto una sessantina di espositori, un po' pochini per il vero, sette razze in visione, quasi quattrocento polli grandi, poche decine in meno di polli nani, a completamento una trentina tra faraone e tacchini.
Numeri quindi di tutto rispetto, di certo non ascrivibili al motto "cabassiano" 100 allevatori 200 polli, ma questo è.
Non tanti gli animali in vendita, per altro a cifre piuttosto modeste, forse perché chi vende ad un campionato nazionale, vende animali modesti.
Ho visto giudizi ben costruiti attorno al presupposto che la stagione 2007, con il suo clima da riviera ligure, non ha prodotto soggetti in condizione espositiva buona: le piume non crescono con il caldo, gli animali a lento sviluppo erano penalizzati da una data a mio avviso troppo indietro nel calendario.
Ho pensato molto a quanto rispecchi una manifestazione come questa, il back-ground degli allevatori: purtroppo tanto davvero tanto.
In molti pensano di fare un torto agli organizzatori non partecipando, altri trovano scuse addebitando a Jesolo una non centrale collocazione geografica, alcuni pensano al Nord Est come una realtà scollegata dal resto del Paese.
Trovo ridicolo e sciocco tutto questo.
Il problema è che a molte di queste persone sfugge probabilmente il concetto stesso di avicoltura sportiva hobbistica. Difficile quindi insegnare a chi non vuole imparare.
Il Paese dei cento campanili e dei tutti C.T. della nazionale di calcio è davvero deludente anche sotto questo punto di vista.
Su questo notiziario, giusto qualche mese fa' leggevo con interesse l'articolo di un signore che cercava di classificare noi allevatori: io propongo una classificazione a senso unico. Quelli che partecipano e quelli che non partecipano ai Campionati.
Questi ultimi qualora non abbiano impedimenti logistici, non sono allevatori sportivi: hanno altri interessi, si occupano di altre cose, non allevano per lo stesso scopo degli altri.
Voglio anche sottolineare la maleducazione serpeggiante di molti che hanno presenziato alla premiazione: il vincere, il prevalere, l'essere in quel momento il numero uno, è lo scopo principale del partecipare a una manifestazione come questa.
A parole a nessuno interessa vincere, tutti poi contestano i giudizi. A Jesolo la premiazione è durata (orologio alla mano) quarantasei minuti: il tempo necessario per un paio di discorsetti ufficiali e per la chiamata dei singoli vincitori. Perché a medaglietta ritirata si abbandona la sala fregandosene degli altri?
Perché siamo cafoni ed anche ignoranti. Non ci sono scuse, per le procedure di sgabbio si doveva attendere "da contratto" ancora un'oretta.
Avevamo fretta di andare dove? Tutti in bagno forse perché il caffè del bar era stato opportunamente corretto?
La mia proposta : rimangano gli allevatori tutti in piedi in zona palco, si stringano la mano tra di loro (alla maniera terzo tempo nel calcio), quando tutti i premiati sono stati chiamati, una bella stretta di mano anche con rappresentanti dell'ordine dei giudici.
La foto di tutto ciò vada in copertina del notiziario.
Sarà un bel ricordo o almeno ci permetterà di confrontare l'invecchiamento precoce dei nostri colleghi.
All'entrata ho anche potuto trovare un simpatico giornaletto davvero ben realizzato nei contenuti e nelle forme: è l'organo di informazione dell'AIRPA.
Il mio amico Luca Pignatti riceve le news AERAV essendone socio, sempre un numero cospicuo di pagine. Non conosco la situazione delle altre associazioni ma, la prima constatazione che mi viene in mente, è che se tanto scrivere su tanti organi di stampa, abbia davvero un senso.
Il notiziario federale, per le nostre inadempienze, è diventato un corso monografico tenuto dal malcapitato Focardi.
Auspico la vostra comprensione e chiedo la vostra collaborazione affinché, le cose, decollino.
A me i Campionati Italiani piacciono e mi piaceranno sempre se organizzati in questo modo!
Paolo Paltrinieri
