COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Asil, Combattenti Indiani e dintorni
risponde Fabrizio Focardi
Un grazie di cuore all'amico Secondo prima di tutto per il "ragazzi": personalmente sono lontano da tale appellativo, ma anche gli altri membri del CTS non scherzano!
Le domande di Secondo toccano argomenti interessanti, fra tutti l'Asyl; approfitterò dell'occasione per tentare di fare chiarezza su questa splendida razza, dato che ce n'è davvero bisogno, ma andiamo con ordine.
La Shropshire è una contea situata al centro dell'Inghilterra, fra Birmingham ed il confine col Galles. Fra l'altro qui, nella cittadina di Shrewsbury, il 12 febbraio 1809, nacque il grande naturalista Charles Darwin.
Ho avuto occasione di visitare questa parte dell'Inghilterra, non per polli ma per cavalli; ma questo era tanto tempo fa quando, più giovane e più coraggioso, mi dedicavo ad altri hobby. È una regione bellissima che consiglio a tutti di visitare: anche se i galli non ci saranno più, ci saranno sempre le sue meravigliose e famose colline blu ed i bellissimi ed austeri castelli che ti riportano indietro nel tempo. Un patchwork di campi, boschi, vallate e fiumi pittoreschi.
In questa contea era molto sentito lo sport del combattimento fra galli; in tutto il Paese i galli avevano più o meno la stessa tipologia, quella classica inglese, ma a seconda delle zone venivano selezionate caratteristiche leggermente diverse, e questi soggetti in genere prendevano il nome del luogo. I galli Shropshire erano famosi per le loro vittorie dovute ad un buon addestramento che sfruttava soprattutto l'agilità.
I primi Asil furono introdotti dalla popolazione indiana e pakistana immigrata in Inghilterra intorno alla metà del 18° secolo; con il loro exploit nei "campi di battaglia" iniziarono tempi duri per gli Shropshire perché gli Asil erano lottatori freddi, cattivi, tenaci e di grande resistenza e non usavano una tecnica particolare, ma la adattavano al singolo concorrente da sfidare.
L'Asil è il vero combattente indiano, ma chiamarlo Asil è improprio in quanto nei Paesi di origine - India e Pakistan - con la parola "Aseel", il cui significato in persiano-arabo è "pura razza", si richiamano tutte le varie tipologie di questa razza, che sono tante, alcune ben diverse l'una dall'altra. È una razza molto antica: si parla di molti secoli avanti Cristo; si dice sia la più antica razza combattente. I diversi modi di allevamento, di selezione, spesso in consanguineità, la diversa alimentazione ed il diverso clima, sono fattori che, portati avanti nei secoli, hanno determinato queste diverse tipologie.
Ecco a grandi linee la classificazione nei Paesi di origine:
(fonte: Mr. Narendra Nath Mullapudi - Hyderabad/India)
Reeza Aseel
Questo piccolo Aseel (piccolo per modo di dire-ndr.) nei paesi occidentali è erroneamente chiamato "Rajah Asil". Il significato di Reeza (persiano-arabo) è "piccolo". La parola Murgh che in molti testi spesso troviamo prima di Aseel non significa altro che "pollo".
Tutti gli Asil fino a 19 inches (cm. 48,26) di altezza e 8 Lbs. (kg. 3,600) di peso sono classificati Reeza Aseel. Cresta a pisello, piccola e bassa, e becco a rapace. Esistono varie colorazioni. Area di origine Nord dell'India fino Delhi.
I grandi Aseel vengono tutti chiamati solo Aseel, e ad alcune selezioni viene spesso aggiunto il nome del luogo, ad esempio: Calcutta, Haiderabad ed altre. Queste selezioni si allontano molto poco dalla forma originale, in genere solo per piccole caratteristiche a volte insignificanti. L'espressione da noi comunemente usata "Kulang" - attenzione a non far confusione con il Kulanga, combattente russo, originario del Caucaso nel sud della Russia che è un malesoide con tipologia simile al Malese - nella lingua Urdu significa solo "giogaia".
Questo termine è stato usato da C.A. Finsterbusch nel suo libro "Cockfighting all over the world" del 1928, fra l'altro di questo libro è in vendita la ristampa e lo consiglio a tutti gli amanti delle razze combattenti. Questi grandi combattenti sono totalmente diversi dai Reeza; non è solo il peso, come per lo Shamo, che determina la differenza, ma altre importanti caratteristiche di forma e posizione; sono pertanto da considerarsi razze distinte.
Aseel Indiano del Nord
I punti della testa sono simili al Reeza Aseel. Alto circa 29,5 inches (cm. 73,75) e Lbs. 14,30 (kg. 6,400) di peso. Portamento più eretto rispetto al Reeza Aseel. Area di origine da Delhi giù fino a Hyderabad. I cosiddetti Aseel Pakistani hanno queste stesse caratteristiche, considerato che il Pakistan fino al 1948 era conosciuto come India del nord-ovest.
Aseel Indiano del Sud
Stessa altezza, posizione e tipologia del precedente, solo un po'più pesante: 15,50 Lbs. (kg. 6.975). La cresta è generalmente più grande ed esistono soggetti anche con cresta a noce. Becco largo alla base, forte e corto. Area di origine: da Hyderabad fino a Madras.
Madras Aseel
Un grande Aseel molto tipico. Esistono sia con cresta a pisello che a noce; la cresta è un po'più grande dell'Aseel Indiano del Nord. La sua altezza è di circa 23,5 inches (cm. 58,75) ed il suo peso supera spesso le 15,5 Lbs (kg 6.975). Posizione più bassa dei precedenti, ossatura molto sviluppata, corpo più largo. Area di origine: da Madras giù fino al profondo sud dell'India. Tutte le colorazioni sono ammesse.
In Italia è riconosciuta una sola tipologia di Asil. I pesi, sia per noi che per la Francia e la Germania, sono di kg. 2,0-2,5 per il gallo e kg. 1,5-2,0 per la gallina; l'Olanda dà dei pesi maggiorati di g. 500. L'Aseel Madras è già riconosciuto dalla Germania. Ha portamento più orizzontale ed è più largo e compatto. I tarsi sono più grossi. Voglio ricordare ai nostri allevatori che se qualcuno sta allevando questa razza o se ha intenzione di iniziare sarà necessario, per la selezione e l'esposizione, richiedere il riconoscimento al C.T.S.
I grandi Aseel, del Nord e del Sud, sono da poco riconosciuti in Inghilterra con la denominazione di "Kulang": sono in definitiva molto simili allo Shamo, anche se la posizione è meno verticale e le ali spingono meno verso l'alto.
In tutte le categorie la colorazione può fare da spareggio fra due soggetti di pari livello, ma influirà poco sul giudizio.
Torniamo al Combattente Indiano.
I Combattenti Indiani hanno raggiunto oggi una tipologia estrema, dovuta alla selezione effettuata principalmente in Germania. Anni addietro i Combattenti Indiani erano sì soggetti pesanti, ma conservavano quelle proporzioni quali altezza e grossezza dei tarsi, larghezza del tronco e peso che gli permettevano di vivere normalmente senza andare incontro a problemi di fertilità e deambulazione. Tutto ciò è controproducente perché questi problemi riducono il numero di allevatori creando di conseguenza problemi di consanguineità e mettendo così in crisi la sopravvivenza della razza.
Willen van Ballekom, segretario dell'"Asian Gamefowls Society", in un articolo di poco tempo fa criticava, per queste ragioni, la creazione di tali tipologie. È per me assurdo scrivere nello standard che il soggetto non deve avere difficoltà di deambulazione quando si fa di tutto per creargliela.
Potete constatare dai disegni come, con il passare degli anni, si sia dato la preferenza al lato commerciale rispetto a quello sportivo.
Poi in tempi abbastanza recenti, specialmente in Germania, si è continuato nella selezione a dare una forma cubica cercando di mantenere il peso in un tronco sempre più compresso, aumentando in maniera esagerata l'ossatura dei tarsi. Non credo che diminuendo solo il peso si possa tornare ad un animale con un aspetto, anche se non da buon combattente, almeno accettabile; penso piuttosto che sarebbe necessario intervenire per un riequilibrio delle proporzioni, ma non credo che verrebbe accettato da nessuno: il Combattente Indiano piace così, e così lo vedremo alle nostre mostre.
Riguardo poi la durata della vita espositiva, questa si equivale più o meno a quella di molte altre razze, anche più "normali"; anzi alle razze considerate combattenti si perdona sempre qualche difettuccio, mentre ad esempio ad una Livorno basta un pizzico all'orecchione per rimanere un buon riproduttore, ma avere uno scarso valore espositivo.
Fabrizio Focardi

