COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Giudizio e Selezione
Le norme che regolano il giudizio sono sempre le stesse che regolano la selezione.
Personalmente sono sempre stato d'accordo sul detto "il miglior giudice è l'allevatore", quando per allevatore si intende persona seria che prende il suo hobby come una missione, in special modo con razze in pericolo di estinzione o dove sono da ritrovare quelle caratteristiche di razza che, a causa di "malaselezione" o incroci scriteriati, sono andate perse. In tale situazione è sempre necessario avere tanta passione ed armarsi di tanta pazienza: passione e pazienza, due qualità necessarie a chi sogna, per i suoi beniamini, la perfezione, purtroppo spesso irraggiungibile.
Pertanto consiglio ai giudici, prima di tutto, una buona tolleranza. Sono poche le oche allevate, oltretutto sono state lasciate, in questi ultimi anni, in balia di allevamenti perlopiù rurali per cui la sola caratteristica peculiare ricercata era la precocità alla pentola.
Giudicare le oche non è, come può sembrare a prima vista, cosa facile.
Occorre prima di tutto una buona conoscenza dei punti morfologici e sapere quelli che hanno più o meno importanza ai fini di una valutazione.
Necessario, come ho già detto in altre occasioni, è, prima dell'inizio del giudizio, non avvicinarsi troppo alle gabbie, ma osservare gli animali ad una distanza tale che rimangano tranquilli - per quanto gli sia possibile rinchiusi in una gabbia - e valutare quelle caratteristiche: posizione del corpo, delle ali e della coda, che sarebbero altrimenti alterate da uno stato di agitazione e verrebbero, in questo caso, ingiustamente penalizzate.
Le ali, ad esempio, si richiedono, in tutte le tipologie, parallele; non si devono pertanto incrociare sulla coda; è una importante caratteristica da tenere presente nella scelta dei riproduttori.
Una carrellata sui soggetti della stessa razza serve anche a rendersi conto del livello generale e poter decidere così il metro di giudizio da attuare; ovviamente c'è un limite oltre il quale il giudice non può andare, ma è giusto che il criterio di giudizio vari a seconda della selezione raggiunta, diventando poi sempre più esigente man mano che il livello in generale migliora.
Tenere presente che ogni razza ha una mole da rispettare, non premiare quindi la grossezza se non richiesta.
Nella parte inferiore del tronco può essere presente un fanone, singolo o doppio, nella parte ventrale, o una chiglia in corrispondenza dell'addome. Queste devono essere richieste espressamente dallo Standard altrimenti sono da considerarsi difetto grave.
Nell'oca Italiana (o Romagnola) il fanone deve essere, se presente, non troppo sviluppato, ma solo leggermente discendente.
Nella Padana (o Pezzata Veneta) il fanone è richiesto semplice, anche se più sviluppato che nell' Italiana. Non è comunque richiesto troppo sviluppato nei soggetti giovani.
Nella Padovana invece, oca più pesante e carnosa, il fanone è richiesto doppio e ben sviluppato. Essere comunque tolleranti nei soggetti giovani.
Giudicare con attenzione questa parte e dare buoni consigli all'allevatore sul cartellino, ma non essere intransigenti. Nelle oche che ho visto in questi ultimi tempi, di tutte le nostre razze, questa caratteristica non era ancora ben fissata, penalizzare quindi la presenza di due fanoni quando richiesto uno soltanto, ma essere tolleranti sulla misura. Di fronte ad un soggetto di buona forma e colorazione ben mi guarderei dal penalizzarlo per un fanone troppo sviluppato.
La chiglia non è richiesta in nessuna della nostre razze, mentre, ad esempio, è richiesta nell'oca di Tolosa.
Tenere presente che nelle femmine di più anni la parte ventrale è sempre più bassa.
Non considererei difetto grave la presenza del ciuffetto sulla testa nell'oca Italiana ( o Romagnola); di fronte ad un soggetto di buona forma e colore non esiterei a dare un "Molto Buono".
La lunghezza del collo è importante, e qui è facile "farci l'occhio". Le nostre oche non hanno un collo lungo come la Emden, ma neanche corto come l'oca Ceca; il collo è importante sia nella sua grossezza che lunghezza in quanto potrebbe alterare l'equilibrio richiesto.
Il colore dell'occhio in genere cambia a seconda della razza e della colorazione. Fortunatamente le nostre hanno, almeno per il momento, una sola colorazione per ogni razza mentre ad esempio, nella Padana (o Pezzata Veneta) va bene sia bruno scuro che blu, ma quando non si da questa alternativa è necessario penalizzare il difetto.
Le zampe, gamba e tarso, sono una caratteristica importante nell'oca, pertanto vanno ben valutate. Sono pascolatici, devono quindi poter camminare agevolmente, nonostante il peso. Di conseguenza saranno ben dritte ed avranno un buon appiombo, ben posizionate alla metà del tronco ed in linea con la parte esterna. I tarsi: la gamba in genere non è in vista, devono essere forti, ma non troppo lunghi, con una giusta ossatura, non troppo grossa, specialmente nelle razze leggere. Le dita lunghe ed affusolate sono unite da una membrana interdigitale ben distesa, da dito a dito, fino all'inizio dell'unghia.
La parte inferiore del piede deve essere pulita, senza croste, indice di una vita in ambienti inadatti, e dello stesso colore, solo un po' più chiaro, della parte superiore.
Il petto al tatto deve essere sodo e carnoso, petti vuoti e troppo flaccidi vanno penalizzati.
In tutte le nostre razze non è richiesta la giogaia. Questa se presente svaluta pesantemente il soggetto in quanto è chiaro l'incrocio con altre razze estere.
Ripeto ancora che io, e tutti gli altri membri del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), aspettiamo con piacere una vostra richiesta di aiuto o un aiuto da voi nel caso possiate darcelo.
Bibliografia
- Ferruccio Frau-Sanna: Allevamento Dell'Oca - 1940
- Teodoro Pascal: Anatre ed Oche da Prodotto - 1908
- Rivista Avicola "Bassa Corte" - 1927
- Prof. F. Faelli: Animali da Cortile - 1923
- British Poultry Standards
- American Standard of Perfection
- Danmarks Fjerkraeavler Forening for Raceavl - 1989 (Standard Danese)
- Svensk Fjaderfae Standard - 1993 (Standard Svedese)
- Vzornick Plemen Drtuebeze - 1986 (Standard Rep. Ceca)
Ringrazio Alessio Zanon per il materiale che in passato mi ha inviato.

