COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Dorking
di Fabrizio Focardi

Tutto ciò che in questa monografia differisce dallo Standard ufficiale sarà valutato dal Comitato Tecnico Scientifico. Eventuali modifiche, integrazioni o precisazioni saranno ufficialmente comunicate attraverso il Notiziario federale in seguito a ratificazione.

Ma davvero la Dorking è una razza italiana? Non scherziamo!
In effetti ci sono state in giro voci su un'antica razza italiana di pollo a cinque dita, recuperabile, con tanto di foto - della Dorking, purtroppo - a conferma della sua attuale esistenza. Lasciamo perdere queste voci e parliamone seriamente.

Dorking

In effetti Varrone, Columella, Plinio, ed altri più recentemente, hanno parlato di polli a cinque dita che erano presenti in Italia, esaltandone le qualità - ottima carne, brava produttrice di uova e buona madre -, ma non si può assolutamente dare per certo che quei polli abbiano originato la Dorking, a meno di lavorare di fantasia, e, anche se l'avessero originata, i meriti resterebbero comunque agli inglesi per la sapiente selezione.
La Dorking, o Darking, com'era anche chiamata, è una razza molto antica, ma la sua origine lascia comunque molti dubbi.
Per cercare di fare chiarezza in maniera attendibile su tale origine, ho cercato in tutti i miei libri (e posso garantirvi che ne ho tanti, dagli inizi dell'Ottocento fino ad oggi) e le opinioni sono diverse; alcune, sono così contrastanti, - chi la fa derivare dai polli a cinque dita portati dall'Italia dalle truppe romane e chi, viceversa, fa derivare i polli italiani da quelli della Britannia - che sono arrivato alla conclusione (pur essendomi fatto una mia opinione, valida comunque non più delle altre) che, per la realtà, è bene partire da tempi più recenti, quando, in Inghilterra, i polli a cinque dita c'erano già e magari ipotizzare che solo la costanza degli inglesi abbia creato quella che si ritiene tutt'oggi la razza più completa, sia per la tavola che per la produzione di uova.

Ma per darvi un quadro completo ritengo sia importante, ed interessante, che conosciate anche voi alcuni pareri di personaggi insigni; potrete così anche voi dire la vostra.

La Perre De Roo, nella sua "Monographie des Races de Poules" del 1882, mette in dubbio le due ipotesi e propone l'origine da una razza a cinque dita della Normandia (la Houdan?, ndr):

«...non è a mio avviso una ragione sufficiente per concludere che i conquistatori Romani abbiano trasportato dei polli di questa razza in Inghilterra, là i polli esistevano già in abbondanza, oltretutto la religione proibiva l'uso della carne come alimento. In effetti Giulio Cesare riporta nei suoi "Commenti", che gli abitanti della Gran-Bretagna possedevano molto bestiame e che, fra gli animali che essi avevano ridotto alla domesticità, v'erano dei polli che essi allevavano solo per piacere, inteso che il druidismo gli proibiva di mangiarne la carne.
Il borgo di Dorking da dove questi polli prendono il loro nome, fu, del resto, così poco importante e così poco conosciuto, fino alla fine del sedicesimo secolo, che Camdon non l'ha menzionato nella sua opera; M. John Baley, ha scritto un libretto sulla razza Dorking, dove dice che questa razza da non più di un secolo fa fu introdotta nella contea del Surrey, dove Dorking è situata. Altri autori inglesi gli attribuiscono una origine normanna che fanno risalire all'epoca della conquista dell'Inghilterra da parte di Guillaume di Normandia, nel 1066, senza avvalersi di alcuna prova danno la verità, niente è certo su questo punto; ma ciò che è incontestabile, è che a Roma come in Normandia, esistono, da più di un secolo, una razza di polli a cinque dita; tanto che il risultato della ricerca fatta da M. Bailey che questa razza non è stata introdotta in Inghilterra che da un secolo. Queste informazioni ci conducono alla conclusione che un'origine normanna è l'ipotesi che più si avvicina alla verità e che il superbo gallo Dorking è, secondo tutta la probabilità, il gallo di Saint Omer (pollo a cinque dita che esisteva da sempre nella Picardie, regione al nord della Francia sulla Manica, oggi si tenta la sua ricostruzione ripartendo proprio dalla Dorking, ndr.) che gli inglesi , con l'applicazione dei principi generali della selezione, hanno migliorato e perfezionato come tutte le loro razze di animali domestici.»

Anche Van Der Snickt - valente zoologo belga che collaborò molto col nostro Prof. Ghigi - aveva la sua opinione patriottica, ed Emile Carpiaux la riporta nel suo "Traité Complet D'Avicolture", cioè che il pollo a cinque dita fosse stato importato in Inghilterra dai tessitori d'Ypres e di Courtrai - due cittadine belghe delle Fiandre Occidentali vicine al confine con la Francia, per niente lontano dalle coste inglesi - emigrati all'epoca delle guerre di religione.

Non tralascio mai Summa Gallicana, il pregevole lavoro del dott. Elio Corti consultabile sul web, e devo dire che, vista l'ampia documentazione riportata, concordo in pieno con le sue conclusioni che qui, per dovere di riconoscenza, volentieri riporto:

«Se Edward Brown (valente allevatore e scrittore inglese, "Poultry Breeding and Production" Londra 1929, ndr) avesse tenuto conto anche di Varrone (imperdonabilmente omesso anche da Aldrovandi, come pure dell'anno in cui Varrone per primo scrisse di polli a 5 dita (37 aC.), e che tale data era posteriore di almeno 16-17 anni a quella della seconda spedizione di Cesare in Britannia, egli avrebbe potuto concludere - anche su base puramente cronologica - che i polli pentadattili, non citati da Aristotele e assenti nell'area del Mediterraneo del IV secolo aC., con ogni probabilità erano stati portati a Roma dalla Britannia appena dopo le spedizioni di Cesare, e non il contrario, come comunemente si crede e si accetta.
A partire da quel momento, quei polli pentadattili - romanizzati e di origine celtica - sopravvissero tali e quali in Italia per qualche tempo, forse anche per secoli, ma non disponiamo di alcuna documentazione sulla presenza nella nostra penisola di questa mutazione nei secoli successivi a Plinio e Columella. Infatti Palladio (IV sec. dC.), l'ultimo scrittore romano di agricoltura e pollicoltura (Opus Agriculturae), non ha fornito alcun dato anatomico relativo al pollo. Abbiamo invece la testimonianza che nel mondo greco del III secolo dC. i polli pentadattili erano ritenuti di ottima qualità. Lo afferma il geoponico greco Nicolao Fiorentino, che forse era della Bitinia romana. Possiamo evincere che forse nello stesso periodo essi erano ancora presenti anche nel mondo romano.
Forse la mutazione importata dalla Britannia - oppure dalla Belgica - sopravvisse in Italia allo stato puro, cioè omozigote. Ma è forse più verosimile che la razza pentadattila di importazione venisse presto incrociata con polli indigeni a quattro dita, per cui in Italia la mutazione "cinque dita" scomparve quasi completamente, in quanto si era fatta ibrida, eterozigote.
Che questa mutazione fosse praticamente sconosciuta nell'Italia del XVI secolo è erroneamente testimoniato da Aldrovandi. Ma esiste un motivo per cui in Italia il fenotipo giunse in un certo qual modo a occultarsi nonostante magari il gene responsabile fosse ancora presente nel patrimonio genetico degli ibridi: a parte che la polidattilia dovuta al gene "Po" è un tratto complesso, influenzato da geni modificatori e soppressori, il modo di trattenersi di questo tratto è quello di un gene autosomico incompletamente dominante. Un'ulteriore complicazione dovuta alla sua ereditarietà è il fatto che alcuni ceppi polidattili, come pure alcuni ceppi non polidattili, sono portatori di geni soppressori che possono inibire completamente l'espressione della polidattilia in soggetti genotipicamente polidattili. Dopo un'accurata analisi del capitolo riguardante i geni che potrebbero causare una polidattilia, incluso il gene "Pod" della polidattilia duplicata e il gene "po-2" della polidattilia recessiva, come pure il gene "psp" (polidattilia, sindattilia, ptilopodia), Michael Romanov è giunto a una conclusione: dal momento che in tutte le razze note di polli pentadattili la mutazione più probabile in causa è la classica mutazione incompletamente dominante "Po", che anche nelle razze pentadattile antiche e contemporanee il gene più probabilmente e più frequentemente in causa è stato ed è il gene "Po", ad eccezione ovviamente dei polli scotomizzati da Aldrovandi nei quali è chiaramente in causa il gene "Pod".
All'opposto di quanto si è verificato in Italia, da secoli o da millenni sia la Dorking che la Houdan sono ancora due razze pentadattile pure, e la loro situazione di purezza genetica ha permesso - e sta ancora permettendo - l'espressione della polidattilia, che forse giunse ai Celti dalla Cina attraverso le steppe russe o attraverso la Via della Seta - come suggerito da West e Zhou e come testimoniato da Pallas -, e non dal bacino del Mediterraneo o da Mohenjo-Daro.»

Piede Kent

Ripartiamo quindi da tempi più recenti quando cioè la razza a cinque dita era già presente in Inghilterra.
Mettiamo prima a fuoco la zona di origine: l'Inghilterra è divisa in Regioni che a loro volta sono suddivise in Contee.
La Regione che a noi interessa è la "South East", che si estende a sud di Londra fino al Canale della Manica ed al Mare del Nord e comprende nove Contee fra le quali East Sussex, West Sussex, Kent e Surrey.
Permettetemi due parole su questa meravigliosa parte dell'Inghilterra: basta pensare che il Kent è chiamato il giardino d'Inghilterra; qui boschi secolari si alternano a pianure e leggere colline, ogni tanto un torrente o un'alta siepe interrompono il panorama, lo sguardo non fa sforzi, tutto è sempre vicino. Vecchi borghi con le loro antiche case ancora con il tipico tetto di paglia, con piccolissimi giardinetti e vecchi rosai dai colori pastello e una miriade di altri fiori che sembrano venuti su da soli, spesso invece sono delle autentiche rarità. Basta, un giorno dovrò tornare in Inghilterra, ma consiglio anche a voi un viaggio nella zona d'origine della Dorking.

testa gallo

Qui, nella prima metà del XIX secolo, esistevano tre razze, o pseudo razze, di polli, ed erano chiamate con i rispettivi nomi delle Contee: Kent, Sussex e Surrey; tutte avevano caratteristiche simili.

Col passare del tempo, su alcuni soggetti, per le preferenze degli allevatori, vennero fissate caratteristiche morfologiche e di colorazione diverse; pertanto i soggetti che mantennero le caratteristiche originali furono poi chiamati Old Kent (Vecchia Kent, trad.), Old Sussex (Vecchia Sussex) e Old Surrey o Dorking, tutte con cinque dita ben sviluppate.

Vecchia Kent Vecchia Sussex Dorking

Dorking

Della Dorking si allevava anche una varietà completamente bianca, più leggera, con cresta a rosa, unica con questa caratteristica; a questo proposito Miss E. Watts nel suo "Poultry Yard" così riporta:

«La Dorking bianca con cresta a rosa è la Dorking dei vecchi allevatori. B.P. Brent dice: "la vecchia Dorking, la pura Dorking, la sola Dorking, è la Dorking bianca".»

Dorking bianca

Nelle nuove selezioni cominciarono ad apparire soggetti con quattro dita e tarsi di colore diverso dalla colorazione classica color carne; molti erano dell'opinione che ciò fosse dovuto ad incroci effettuati con i Combattenti Inglesi Antichi; questi soggetti erano anche chiamati "Coloured Dorking" (Dorking colorate, trad.) proprio per la loro colorazione particolare.
Tutte comunque mantenevano quelle caratteristiche di pollo a duplice attitudine: carne bianca e molto gustosa, tronco più largo dei polli normali, un corpo lungo e gambe piuttosto corte.

Se ne faceva una grande produzione che, convergendo dai mercati rionali al grande mercato di Dorking, prendeva poi la strada delle tavole londinesi.
Dorking, prima della costruzione della ferrovia, era una tappa importante per chi, da Londra, doveva raggiungere la Manica, ma diventò famosa proprio per il suo grande mercato, attivo anche oggi, di granaglie e di animali allevati nelle campagne del South East.

4 Dita Inglesi Dorking vincente

I disegni sono di Harrison Weir e sono tratti dal suo libro "The Poultry Book" del 1930.

Poco prima della meta del XIX° secolo cominciarono le prime mostre avicole ma, ci racconta Harrison Weir nel suo "The Poultry Book", tutte le selezioni, per il solo fatto di avere cinque dita, venivano giudicate come Dorking, indipendentemente da come erano iscritte.

Dorking premiato Gallina Vecchia Kent

L'arrivo delle razze asiatiche, Brahma e Cocincina, fecero perdere molte caratteristiche preziose: i petti cominciarono ad essere meno carnosi, i tronchi più sfilati, l'ossatura più grossa e le gambe più lunghe; il Dorking Club, per salvaguardare la razza, decise lo Standard e lo pubblicò. Suscitò polemica il fatto che gli orecchioni, che fino ad allora erano accettati bicolore, furono invece richiesti rossi. La speranza di un ripensamento, mai arrivato, restò delusa, tutt'oggi sono richiesti rossi. Vi confesso che anch'io sono dell'opinione che sarebbero stati meglio bianchi.
Le selezioni divennero decisamente diverse: la Sussex perse il quinto dito e prese proprie caratteristiche morfologiche, mentre la Kent e la Surrey si uniformarono con la Dorking.

Gallina Vecchia sussex

Oggi sul libro standard inglese l'origine della Sussex è così riportata:

«Questa è una razza molto antica, nonostante ciò non è presente nella prima edizione del 1865, alla prima esposizione avicola del 1845 era ancora inclusa come Old Sussex o Kent, Surrey e Dorking. La colorazione più antica è quella Tricolore. Brahma, Cocincina e Dorking Grigio Argento furono usate per creare la Bianco Columbia.»

Gallina Vecchia sussex

Prima di parlare della Dorking attuale voglio proporvi una parte di quello che Teodoro Pascal ne scriveva nel suo libro "Le Razze Della Gallina Domestica" e chissà che forse, proprio per questo, a qualcuno di voi non venga la voglia di allevarla:

«Forse poche razze di galline possono paragonarsi alla Dorking, talmente sono accumulate in essa le prerogative di razza da utilità e da sport: distintissima produttrice di carne, discreta covatrice, affettuosa e premurosa madre, abbastanza buona fetatrice, bellissimo animale per l'imponenza delle sue forme e per le sue distinte livree. Ho detto "distintissima produttrice di carne", e veramente non vi è razza di gallina che la uguagli in questo campo; la succolenza delle sue carni bianchissime è rinvenibile forse nelle sole razze classiche francesi e nella Coucou di Malines, ma molti adoratori della razza Dorking non ammettono nemmeno questo paragone, e mettono la loro razza favorita in cima a tutte le migliori razze da carne, e forse non hanno tutti i torti, tanto più che la splendida razza nazionale degli inglesi è molto più voluminosa, molto più provvista di carne e grasso di qualunque altra razza classica da carne del continente. "..." Conclusione: la razza Dorking è indubbiamente la regina fra le razze delle galline.»

Pascal dà anche lo standard e la cosa che più mi ha sorpreso sono stati i pesi: incredibili!; ecco cosa scrive a questo proposito:

Peso:Gallo kg. 5.6 e magari 7 nelle varietà colorate
Gallina kg. 4 a 5 nelle varietà colorate.
Gallo kg. 4,500 a 5 nella varietà bianca
Gallina kg 3 a 3.500 nella varietà bianca

Uova - Grosse, bianche e molto pesanti raggiungono, come massimo peso, i 90 grammi.

Nutro molta fiducia negli scritti di Pascal, ma credo che in questa occasione si sia fidato di notizie riportate, stento a credere che un gallo, anche se eccezionale, raggiunga i 7 kg.
La cosa interessante è che dà, per la colorazione bianca, un peso molto inferiore alle varietà colorate; questo conferma quanto ho trovato nel libro di Miss E. Watts.

Ma veniamo ora ai tempi nostri.

Al disegno del nostro Libro Standard farei solo alcune piccole modifiche: nel gallo correggerei la pendenza del dorso, che reputo eccessiva, e gli darei una forma più rettangolare, modificando un po' la linea inferiore; la cresta preferirei avesse cinque soli denti, anche se sei, nella pratica, può andare bene. Nella gallina la coda e la cresta non mi piacciono: la coda mostra poche timoniere e perciò appare troppo stretta e la cresta la preferirei leggermente più grande e meglio disegnata.
La descrizione del nostro standard non è comunque molto da rivedere: qui di seguito lo riporto in corsivo con le mie considerazioni in diversa grafia.


Standard Italiano