VARIE

Cocincina Nana
di Fabrizio Focardi

Il 6 Aprile 2008 ho avuto il piacere di partecipare, a Loano, alla prima assemblea generale del neonato Club Italiano della Cocincina.
Tutto si è svolto in un clima di amicizia e collaborazione. Ho visto, nei partecipanti, una grande passione per l'avicoltura in genere, e, ovviamente, in particolar modo per la Cocincina Nana.
Quello che segue è frutto della mia esperienza personale e di una ricerca a largo raggio nei diversi Paesi.

Origine

L'origine di tutte le razze orientali è sempre avvolta da un alone di mistero e sono sempre molto interessanti dal punto di vista storico.
La Cocincina Nana è indubbiamente di origine cinese e si presume che il suo allevamento risalga a molti secoli prima di quando raggiunse l'Occidente.
Una leggenda cinese, la cui scrittura pare risalga a più di mille anni fa, narra di un regalo di nozze: una bella coppia di polli nani, poco più grandi di una colomba, dal colore dell'oro, presentata in una gabbia ovale decorata con fiori dello stesso colore.
Si trattava di Cocincine Nane? Ci sono buone probabilità!
In Occidente la prima apparizione avvenne in Inghilterra intorno al 1860. Furono i conquistatori, inglesi e francesi, che trovarono questo curioso pollo nano nel "Palazzo d'Estate" di Pechino e si dice fosse di esclusiva proprietà dell'Imperatore. Fu un inglese a farlo arrivare in Occidente inviandolo in dono ad un ufficiale del corpo di guardia della Regina Vittoria, amante delle razze nane. Proprio per la loro origine fu chiamata: "Pekin Bantam" (Nana di Pechino, trad.).
I soggetti erano della colorazione fulva, ma non avevano l'intensità che si conosce oggi. Il gallo era piuttosto di un ricco cinnamo (cannella) scuro e la femmina solo leggermente più chiara.
Seguì poi la nera, con soggetti che però non erano perfetti nella colorazione: troppe tracce bianche e penne color ottone nelle lanceolate del gallo. Fu proprio l'inglese Entwisle, grande allevatore e creatore di razze nane, a lavorare per riportare queste due colorazioni a quanto lo standard richiedeva. E fu proprio lui ad esporle, per primo, all'allora famosa ed importante mostra al "Crystal Palace" di Londra nel 1863.

Oggi si sostiene che la Cocincina Nana non abbia niente a che fare con la Cocincina, cioè che la nana sia una razza con caratteristiche proprie e non una "miniatura".
Ma vediamo quello che dicevano i miglior autori del tempo passato:

Nel 1867, il grande L. Wright - scrittore di interessanti libri e bravissimo selezionatore inglese-, diceva nel suo "Poultry Keeper: A Complete and Standard Guide to the Management of Poultry, Domestic use, the Markets, or Exibition":

« Pekin o Cocincina Nana.
Questa è la più notevole di tutte le razze nane anche se è stata introdotta solo da pochi anni. I progenitori originali furono rubati dal Palazzo d'Estate di Pechino durante la guerra cinese, e furono esposti per la prima volta nel 1863. È la copia esatta della Cocincina Fulva nel colore e nella forma, possedendo i tarsi impiumati, abbondante piumino, e tutte le altre caratteristiche della razza genitrice allevata in piena perfezione, e che presentano un aspetto molto singolare. Non sono ancora comuni, e l'allevamento in consanguineità, necessario per il solo gruppo esistente, ha causato alta sterilità e costituzione debole. Gi animali più forti si sono ottenuti inserendo nuovo sangue di altre razze nane calzate e accoppiando poi i soggetti ottenuti con i soggetti puri. La Bantam di Pechino è molto domestica. »

Sfoglio spesso il libro inglese del 1894 "Bantams" di W.F. Entwisle, lo trovo sempre molto interessante e, in alcuni casi, attuale, nonostante i suoi 114 anni. Quando descrive la forma della Cocinicina Nana, così riporta:

« Riguardo alla forma, quella della Pechino, o Cocincina Nana, dovrebbe essere esattamente la stessa della Cocincina grande, mentre riguardo la taglia ed il peso, quest'ultimo non dovrebbe superare un quinto del peso medio della Cocincina: per esempio, circa 2-2½ libbre, quando in carne, per il gallo, e 1¾ - 2 libbre per la gallina. »

Harrison Weir, grande esperto americano - e chi bazzica la vecchia letteratura avicola dovrebbe conoscerlo -, era della stessa idea di Entwisle e nel suo libro del 1904 "The Poultry Book" dice:

« Tutte le varietà che abbiamo attualmente sono il risultato di incroci di ognuna di queste bantam con la Cocinicina grande della stessa varietà . Attraverso selezione, incroci, schiuse tardive e altri metodi, la giusta mole, con forma e colore della Cocincina, sono stati ottenuti. »

Anche Thomas F. McGrew nel 1912, nel suo libro "The Book of Poultry", quando parla della forma e tipologia del piumaggio fa sempre riferimento alla Cocincina e, per la similitudine che si ricercava, accenna al cambiamento di nome da Pekin Bantam a Cocincina Nana.

« Precedentemente esisteva una marcata differenza di opinioni relative alla forma, colore e piumaggio della Cocincina Bantam. Gli allevatori inglesi selezionavano un tipo e gli americani un altro. Quando fu dimostrato che si poteva allevare le Cocincine Bantam con una forma ed un colore uguale alla Cocincina più grande, le descrizioni dello standard furono cambiate, o piuttosto fu cambiata la loro applicazione, e solo le Cocincine Bantam che avevano una vera forma, colore e piumaggio della Cocincina furono riconosciute. »

Mi sembra chiaro che allora si ritenesse che la nana fosse la miniatura della grande; infatti, nei disegni dell'epoca viene data la stessa forma.
Molto probabilmente, in seguito, si sarà seguita una selezione, per il piacere di alcuni allevatori, con una tipologia più arrotondata e più bassa, allontanandosi sempre più dalla consorella grande e arrivando così alla necessità di considerarla una razza a parte.
Devo ammettere che, in questo caso, visto il risultato, concordo con la loro scelta.
Ma guardiamo oggi come deve essere una bella Cocincina Nana.


Origini
Piumaggio e posizione: due priorità per ottenere la giusta forma
Ben 25 nello standard italiano!


AVVISO!

Non vi dico di prendere tutto ciò che questa monografia contiene per "oro colato". Pertanto, se su qualcosa non siete d'accordo, o se nella pratica alcuni dei miei "consigli" sono risultati non perseguibili, vi prego comunicarmelo così da potermi permettere di indagare e se necessario mettere al corrente, tramite questo stesso mezzo, tutti gli allevatori di Cocincina Nana.

Fabrizio Focardi

Bibliografia:
  • Standard Italiano delle Razze Avicole
  • Dott. Elio Corti-Summa Gallicana
  • Standard des volailles de race pour l'Europe (E.E.)
  • Gefluegel- Boerse
  • Der Kleintier-Zuechter/Gefluegel Zeitung