COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Chiedilo al CTS
di Paolo Paltrinieri, risponde Fabrizio Focardi

Aprirò al contrario con i ringraziamenti a quanti hanno voluto aderire alla nostra iniziativa.
Abbiamo infatti qualche nuovo associato e sono tutti giovani allevatori armati dei migliori propositi e della più fervente passione.
A breve pubblicheremo sul sito www.fiav.info l'elenco dettagliato degli allevatori con relative razze allevate e un recapito al quale contattarli.
Lavorano e duramente anche tutti i nostri soci onorari: qui di seguito troverete un'interessante tabella esplicativa redatta da Willem Van Ballekom su un originale di G.Coppens e S.Zenimoto, sulla diffusione delle varietà dei "piccoli shamo" in Europa.
Il 1984 fu l'anno che vide l'introduzione in Europa dei Ko-Shamo, dei Kinpa, dei Tosa Chibi e degli Yamato Gunkei per merito di un piccolo gruppo di allevatori del Belgio capitanati da Willy Coppens.
Questo gruppo di razze differisce in via generale per le dimensioni e il peso e tutto sommato le differenze salienti sono a dire il vero piuttosto limitate.
Mi rendo conto di quanto possa essere difficile quindi il lavoro di selezione da parte degli allevatori e relativamente anche quello dei giudici.
I Ko-Shamo in particolare che godono di un così grande successo di pubblico, sembrano essere attraversati da ondate di "mode" e modi di essere allevati: confrontiamo le fotografie dei due soggetti iper-verticali (di selezione Tedesca) con quelle degli equilibrati esemplari delle fotografie originali del Giappone.

KoShamo Japan

Lascio a chi è molto più ferrato di me in materia, giudizi e commenti e auspico si possa aprire una discussione tra appassionati e C.T.S.: i miei occhi vedono esasperazione nei primi ed armonia nei secondi.
Le foto ci sono state gentilmente concesse da Julia Keeling e da Frank Brusselman: quest'ultimo possiede un archivio straordinario che ha deciso di mettere a nostra disposizione.
A complicare ulteriormente le cose, come se non bastasse, è appena apparso in Belgio, rarissimo anche in Giappone, il Kishiu Chibi che significa Chibi a zampa corta!
I combattenti orientali, sempre più apprezzati dal grande pubblico, dovrebbero seguire negli intenti selettivi degli allevatori, come primo canone di valutazione, la ricerca spasmodica dell'equilibrio.
Difficile forse renderlo in poche righe scritte ma ciò che regola le forme di questi animali è la funzionalità, reale nelle razze grandi, mediata in quelle nane, che possiamo anche leggere con il nome di attitudine.

Le proporzioni, la fisicità e la forza degli arti sono valori intrinseci di queste razze, così come la fierezza del loro carattere da adulti che non deve essere confusa con la mitezza, ma considerata come la virtù di chi sa di essere forte.
Non ho le capacità e le conoscenze tecniche per scendere nel dettaglio, ma credo sia necessario che tutti noi riflettiamo a lungo su questi pochi concetti se davvero pensiamo di voler intraprendere la via degli allevatori e dei selezionatori.

Già a partire dal II Campionato Europeo per razze combattenti (N.d.R. Colonia 21/23 novembre 2008) i cartellini dei giudizi avranno una nuova "voce" tra i predicati che corrisponde ad "attitudine".
Difficile da valutare per i giudici immagino che hanno pochi minuti a disposizione per giudicare un soggetto che non è nelle sue condizioni naturali, impossibile o quasi da carpire per i non addetti ai lavori, assolutamente da coltivare per noi allevatori.
Ne vedremo delle belle immagino ma soprattutto comincerà un processo di ritorno alle origini per una corretta evoluzione della nostra attività di appassionati.
Le fotografie che troverete qui di seguito, nel mio intento, dovrebbero servire come spunto di riflessione e confronto, senza dimenticare però che un buon fotografo può ingannare i nostri occhi.
Rivolgendomi a tutti coloro che avranno la possibilità di visitare le varie esposizioni, fate una foto e cercate di ricordare il più possibile ciò che vedete.
A tutti buona stagione espositiva!

Paolo Paltrinieri


di Paolo Paltrinieri
risponde Fabrizio Focardi