COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Chiedilo al CTS
di Paolo Paltrinieri, risponde Fabrizio Focardi

Paolo Paltrinieri, Presidente del "Gamefowl Club Italia", ha inviato queste foto che commento volentieri.

KoShamo

Ko-Shamo

Ko-Shamo

Questa foto, che Paolo ha intitolato "Esagerazioni Tedesche", mi preoccupa.
Qui siamo di fronte ad una esagerata interpretazione dello standard, e, se non si interviene con giudizi adeguati atti a scoraggiare queste estreme selezioni, si rischia che l'eccezione diventi la regola.
Questo è un esempio, non raro purtroppo, di ciò che può succedere quando le richieste dello standard vengono estremizzate.
Nella Ko-Shamo è richiesta una posizione eretta: ecco che allora si fa a gara a chi ha soggetti più eretti, senza tenere conto di quelle necessarie angolazioni per una postura corretta ed equilibrata. In questo soggetto non esiste il benché minimo angolo ammortizzatore alle congiunzioni gamba/tronco e gamba/tarso, ed il tronco, diventato troppo longilineo, è verticale e grava completamente sul baricentro.
Il Ko-Shamo è pur sempre un piccolo combattente, o perlomeno ne deve avere la struttura: un tal soggetto avrebbe poche chances in un combattimento.

Purtroppo l'avicoltura è piena di queste esagerazioni, vedi la forma della Orpington - dove i tarsi sono quasi spariti -, quella del Combattente Indiano - che provoca difficoltà di deambulazione -, il Malese - con i suoi quasi 90 cm -, e il ciuffo della Padovana o dell'Olandese - che impedisce la vista ai soggetti.
Spero che i giudici di tutti i Paesi concordino sulla necessità di arginare queste esasperazioni che immancabilmente porterebbero alla trasfigurazione di razze che a volte non ci appartengono.

Chibi Giappone 1

Chibi Giappone 1

Chibi

Si è parlato di Chibi anche in occasione dei Campionati Italiani di Jesolo, dove erano esposti, anche se solo in visione, alcuni soggetti: qualcuno dei quali con caratteristiche abbastanza vicine a quelle richieste, altri invece con tipologia troppo vicina alla Ko-Shamo.

Razza molto rara anche nel Paese di origine, dove, per questa ragione, non esiste ancora uno standard ufficiale.
Nel resoconto del CTS (Notiziario Avicoltura/Avicultura Anno VI - N° 24 - Ottobre-Dicembre 2007), per pura curiosità, inserii lo standard ufficiale belga, che devo dire mi soddisfa abbastanza.
Già in queste foto di soggetti giapponesi che il "Gamefowl Club Italia" ci ha inviato si possono notare tre diverse tipologie.

Nella foto "1" si vedono due soggetti che reputo ancora giovani, ma che, a mio avviso, hanno una forma troppo simile alla Ko-Shamo.
La linea è troppo slanciata e il tarso troppo lungo; la gallina è esile, sembra comunque ancora più giovane del gallo.

Chibi Giappone 2

Chibi Giappone 2

Chibi Giappone 3

Chibi Giappone 3

I due galli della foto "2" hanno una buona tipologia - quello di destra mi piace comunque molto di più - : gamba e tarso giustamente corti e un tronco abbastanza massiccio; le teste sono molto buone.

Il gallo della foto "3" ha una posizione dell'ala stranamente aperta - forse sta corteggiando una gallina? -, e, per la posizione del soggetto, l'insieme è poco visibile.

Kishiu Chibi

Kishiu Chibi

Kishiu Chibi

La foto dei Kishiu Chibi - "versione" che non conosco: mi è stato detto, da Paolo Paltrinieri, che si tratta di una selezione del Chibi a tarso particolarmente corto - mi lascia un po' perplesso.
Forse il tarso è un po' corto, ma non poi tanto.
Il Chibi non ha assolutamente la linea del Ko-Shamo, in quanto si identifica molto nello Yamato Gunkei.
Quindi tronco molto largo, gamba e tarso piuttosto corti con postura molto larga - le zampe scendono ai lati del tronco -; il collo non lungo è caratterizzato da una mantellina appena accennata; la testa molto larga con cranio piatto, arcata sopraccigliare molto sviluppata; faccia molto carnosa dove la pelle dà forma a pieghe che aumenteranno con l'età; cresta a noce.
Anche il piumaggio di questa coppia non mi soddisfa molto: troppo abbondante, e, almeno mi sembra di vedere, troppo soffice.
Le proporzioni e le teste non mi sembrano tipiche.

Quando si parla di razze orientali si tratta sempre di razze molto antiche che hanno una selezione secolare, molto spesso senza uno standard a cui fare riferimento: pertanto le linee variano da zona a zona, spesso da allevatore ad allevatore. Forse sarà intempestivo parlarne, ma consiglio ai fans di queste razze, qualora venissero in possesso di questi soggetti, prima di iniziare l'allevamento, di parlarne con i rappresentanti del proprio club affinché questi ne discutano col CTS per decidere una linea di lavoro comune.

Fabrizio Focardi

Tosa Chibi Japan

Tosa Chibi Japan


di Paolo Paltrinieri
risponde Fabrizio Focardi