VARIE
Barbute Belghe
di Fabrizio Focardi
Colorazioni
Barbuta d'Anversa / Barbuta di Grubbe: 29 colorazioni
Barbuta d'Uccle/ Barbuta d'Everberg: 28 colorazioni
Barbuta di Watermael/ Barbuta di Boitsfort: 30 colorazioni
Descrivere tutte le colorazione delle Barbute Belghe è un'impresa non attuabile su un Notiziario, sono comunque a disposizione qualora qualcuno necessiti di chiarimenti.
La colorazione classica, ed anche la più comune, è la "Quaglia". Occorre dire che, anche se può sembrare il contrario, non è assolutamente una colorazione facile da ottenere: complica ancor più la situazione il fatto che alcuni standard, compreso quello europeo, danno una descrizione diversa da quella dello standard belga.
Un esempio - Gallo
Standard belga
« Grandi copritrici dell'ala: bruno scuro con orlatura più chiara, più distintamente sul lato esterno. All'estremità di ogni piuma è preferita una perla nera, così che daranno forma a due bande nere. »
Standard europeo
« Dorso e copritrici delle ali: devono sembrare uniformemente bruno dorato scuro (presenza nascosta del fattore del disegno della gallina). Piume esterne delle fasce dell'ala brune, interne nero intenso (in questo caso le fasce dell'ala non potranno essere nere, ndr.). »
Bene, a voi la scelta!
Una cosa posso dirla: attenzione alla formazione dei gruppi. Sarà necessario equilibrare i due colori dominanti - bruno dorato e nero - , quindi non accoppiare soggetti dei due sessi troppo scuri o troppo chiari: meglio se si fanno gruppi misti.
Personalmente ho sempre avuto l'opinione che la colorazione Quaglia fosse caratterizzata de una parte superiore molto scura, a causa del forte disegno nero - con un contrasto, fra l'altro molto piacevole da vedere - con una parte inferiore priva di nero e di un tenue colore camoscio chiaro.
Allevamento e Selezione
La perfezione non è di questo mondo, l'ho già detto molte volte, ma il nostro intento deve essere quello di cercare di raggiungerla, solo così si potrà migliorare.
Ho già parlato della "selezione" in un mio precedente articolo ("Criteri di Selezione" Avicoltura/Avicultura n° 24 - Gennaio Marzo 2008), e, se ancora non l'avete letto, vi consiglio di farlo: vi sarà senz'altro utile.
Una buona partenza faciliterà senz'altro il lavoro: scegliere pertanto dei riproduttori di buon livello dando sempre la preferenza alla morfologia. Il colore sarà più facile da migliorare, e, comunque, influenzerà sempre meno sulla valutazione.
La forma e la posizione prevalgono sulla colorazione. Quando si scelgono dei riproduttori si devono avere le idee ben chiare sulla forma, la posizione e le proporzioni: tutte caratteristiche necessarie per poter scegliere una buona tipologia.
Ci sono razze che sono molto simili fra loro - ad esempio la "Barbuta d'Uccle", la "Nana Calzata" e la "Sabelpoot Olandese" - , che, se viste separatamente, ad occhio poco esperto potranno sembrare una sola razza, specialmente se non proprio in standard.
Ma, se confrontate, si noteranno differenze ben evidenti: postura, posizione e forma della coda, piumaggio della mantellina, profondità del petto.
Perché allevare le barbute? Perché sono simpatiche, e perché le loro esigenze sono alla portata di tutti.
Un piccolo giardino, anche ben tenuto, per loro sarà sufficiente e non subirà un'invasione barbarica. Se necessario, parte della giornata possono anche restare in piccoli recinti, magari non troppo affollati, senza soffrire.
A volte i maschi, proprio per il loro carattere battagliero, sono un po' aggressivi anche con l'allevatore, ma date le loro dimensioni non fanno certo paura.
La vastissima gamma di colorazioni e le diverse forme e caratteristiche possono accontentare tutti.
Sono buone produttrici di uova, anche se piccole, e la fertilità e la schiusa sono alte. Sono razze robuste, ed i pulcini, in genere, crescono bene e velocemente.
Con un piccolo gruppo lo stoccaggio degli alimenti è veramente relativo.
Quando si ha a che fare con soggetti con barba occorre fare attenzione che questa non si debba rovinare. Sarà pertanto necessario un occhio di riguardo.
L'acqua dovrà avere un apposito beverino nel quale galleggerà un riduttore della superficie, in modo che gli animali non debbano bagnarsi la barba.
Una barba bagnata raccoglie sporcizia, ma se nutriti con miscele, queste, attaccandosi alle penne, faciliteranno l'insorgenza della pica - i soggetti si mangiano le penne l'un l'altro -: un brutto vizio, che difficilmente perderanno.
Sarà anche bene, in occasione delle esposizioni, che il giorno del giudizio i soggetti vengano abbeverati dopo il passaggio del giudice: una barba ammollata sarà difficilmente giudicabile.
Stesso discorso per la calzatura: quando questa è richiesta va selezionata e giudicata nella giusta maniera.
È una cosa che i nostri allevatori non hanno ben capito e ci rimangono stranamente male quando un buon soggetto viene svalutato per la calzatura, quasi fosse una caratteristica secondaria e priva d'importanza.
Anche la mangiatoia dovrà essere studiata affinché i soggetti non riescano ad entrarci dentro: la calzatura sarebbe a rischio.
Consigliabile, un paio di mesi prima delle esposizioni, togliere le penne rotte, che torneranno così ad essere pronte al momento dell'ingabbio.
L'allevamento di soggetti calzati varia proprio a seconda della tipologia di questa caratteristica. Ovviamente le attenzioni da rivolgere ad una Barbuta D'Uccle o ad una Cocincina sono diverse da quelle per una Croad Langshan o Faverolles, dove si richiede una calzatura abbastanza scarsa.
In presenza di una calzatura importante sarà necessario improntare l'allevamento anche per questa caratteristica, affinché si mantenga pulita ed integra: un fondo di truciolo o segatura sempre pulito, ma anche una recinzione adatta che non faciliti la rottura delle penne più lunghe.
I posatoi non troppo alti, ma soprattutto non troppo stretti - intorno ai 5 cm. -, e che non terminino troppo vicino ad una recinzione o ad un muro.
Occorrerà una dieta equilibrata secondo il sistema di allevamento: se tenute chiuse per la maggior parte del giorno, occorrerà studiare una dieta che gli fornisca tutte le sostanze nutritive necessarie per una buona crescita: non sarà quindi sufficiente un misto di grani, ma occorrerà integrarlo con un complesso vitaminico e sali minerali.
Se invece avranno la possibilità di ampi spazi all'aperto con erba, se sufficientemente ampi potranno procurarsi ciò di cui hanno bisogno: basterà ogni tanto un integratore vitaminico.
Ovviamente il secondo sistema è preferibile per la salute dei nostri animali, ma, come abbiamo già accennato per le razze calzate, almeno a quelle che dobbiamo portare alle esposizioni, concediamo una "libertà vigilata".
Fabrizio Focardi
Ringrazio:
- L'amico Andy Verelst, segretario del CTS belga, per avermi inviato gli standard ufficiali, aggiornati, di ogni razza.
- L'amico Beppe Prandi che conoscendo da vecchia data il mio interesse per tutte le razze mi ha inviato una raccolta di articoli curati dal C.B.B.U.A.W. (Club Belga Delle Barbute Uccle, Anversa e Watermael).
- Il Sig. Alfons Willeghems del C.B.B.U.A.W. per il permesso ad attingere notizie da suddetti articoli.
- Il "grande" dott. Elio Corti per la sua Summa Gallicana: fonte inesauribile.
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