COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Spagnola Faccia Bianca
di Fabrizio Focardi (AA29)
Marco Simeoni, socio Avinordest e bravo allievo giudice, mi ha chiesto notizie delle razze spagnole: tutte abbastanza rare e poco conosciute.
La Spagna ha molte razze definite autoctone - quattordici per l'esattezza -, tutte presenti nel loro libro standard: resta comunque da vedere se tutte sono effettivamente allevate, oppure se esistono solo sulla carta.
Devo però riconoscere che la Spagna ha lavorato molto bene per promuoverle a livello europeo: alcune, in poco tempo, hanno preso campo in diversi Paesi.
Quando vidi per la prima volta, alcuni anni fa - durante la Riunione E.E. tenutasi a Linz (Austria) -, alcune delle loro razze ancora sconosciute, come la Penedesenca e la Empordanesa, non avrei mai pensato che si sarebbero diffuse così velocemente.
Ricordo lo stato di presentazione - non eccellente - e lo scetticismo di molti presenti, non solo il mio, riguardo la tipologia della cresta con ai lati del lobo un'appendice per parte: difetto gravissimo in tutte le altre razze, invece in queste caratteristica peculiare.
La maggior parte di queste razze hanno caratteristiche mediterranee sia fenotipiche che caratteriali.
Penso sia giusto iniziare con la "Espanola Cara Blanca" (ho un debole per questa lingua): si dice sia la gallina mediterranea più antica, e fate attenzione: si dice "mediterranea" e non spagnola; ma vediamo perché.
La Spagna così riporta circa la sua origine:
« La sua origine è un poco oscura. Si tratta comunque di un'antica razza che è sempre stata denominata "Spagnola", o perché selezionata in Spagna o perché si è partiti da polli spagnoli neri per ottenerla.
Tutto è possibile, perché se oggi osserviamo alle esposizioni la razza Castigliana, più di una volta vediamo che presenta del bianco sulla faccia, anche negli esemplari giovani, e, con una selezione mirata, si potrebbe ottenere una faccia bianca.
Fu presentata per la prima volta in Gran Bretagna. »
Quindi anche la Spagna ha dei dubbi circa la sua origine tutta spagnola: e perché non credergli?
Due grandi dell'avicoltura francese così si esprimono:
Ch. Jacque "Le Poullaier" fine del XIX secolo:
« La razza spagnola è riconosciuta in Francia solo da pochi anni: quattro cinque circa.
Essa ci è arrivata dall'Inghilterra, dove era allevata da molti anni, si presume importata dalla Spagna.
Quanto alla sua origine essa è molto nebulosa, come del resto in molte razze. »
La Perre de Roo "Monografie des Races de Poules » del 1882:
« Splendida razza di lusso allevata da molto tempo in Inghilterra, più anticamente conosciuta ancora in Spagna e sulle coste meridionali del mar Mediterraneo da dove essa probabilmente proviene.
Si trova anche su tutta l'isola di Cuba, scoperta nel 1492 da Cristoforo Colombo, e dove fu introdotta dal celebre navigatore che, al suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, lasciò nelle isole che scopriva una coppia di buoi, una di porci, una o due coppie di polli, anatre ed altri animali domestici. »
Le Perre de Roo parla di "coste meridionali del Mediterraneo": si riferisce all'Africa?
L'americano Harrison Weir, nel suo "The Poultry Book" del 1913 riporta ciò che molti anni prima (metà del XVIII secolo) scriveva Martin Doyle a proposito dell'origine di questa razza:
« Il pollo chiamato Spagnola (Spagnola Faccia Bianca, ndr.) non è originario della Spagna, ma fu importato in quel Paese da qualche parte dell'Est, attraverso il Mediterraneo, o è stata portata dall'India Occidentale da mercanti spagnoli, e diffusa e naturalizzata in Spagna.
In America era già razza riconosciuta, con tanto di standard, nel 1874. »
Più lapidaria è invece la Germania. Già Bruno Duerigen, nel suo libro "Handbuch der Gefluegelzucht" (1919), è convinto che l'origine delle razze Minorca, Andalusa e Spagnola sia partita da imponenti polli castigliani neri, ma anche, eccezionalmente, bianchi e blu.
L'amico carissimo Ruediger Wandelt - esperto di razze, autore di libri avicoli ed ottimo fotografo - in un suo articolo sul "Der Kleintier-Zuechter" (2005) così si esprime:
« Oggi nella penisola Iberica si chiama "Espanola Cara Blanca" una razza di polli che, secondo la sua denominazione internazionale "Spanier, Spanish, ecc," effettivamente dovrebbe provenire da lì, ma rigorosamente parlando da lì non proviene davvero!
Perché quella che in Germania già dal 1884 conosciamo come inconfondibile razza, altro non era che la discendente dell'antichissima gallina spagnola di campagna cambiata con la selezione al di fuori della Spagna, fino a raggiungere l'aspetto particolare che conosciamo. »
L'esperto avicolo inglese Fred Hams nella rivista specializzata "Fancy Fowl" precisa che già nel 1680 gli Ugonotti, fuggiti dalla Francia, tenevano a Londra dei polli con la faccia bianca.
Difficile dunque stabilire con certezza il luogo di origine di questa razza bella ed originale.
Bella ed originale soprattutto per quella caratteristica che la fanno assomigliare ad un clown: la faccia interamente bianca.
A cosa è dovuta questa caratteristica?
Spagnola Vincent Brooks |
Una caratteristica unica, presente solo in questa razza, e forse per questo motivo fino ad oggi non studiata geneticamente.
Naturalmente questa peculiarità non si limita solamente al colore della faccia, ma alla crescita sproporzionata dell'orecchione fino a raggiungere la lunghezza dei bargigli, che, in questa razza, sono già molto sviluppati.
Già alla fine del XIX secolo queste caratteristiche erano ben fissate. |
Spagnola Faccia Bianca 1,0 |
I difetti gravi più comuni di questa caratteristica sono la presenza di pieghe o grinze, pori grossolani, superficie rigonfia o spugnosa e la presenza di piccole penne sulla faccia. |
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La testa deve avere un cranio largo. Da evitare come riproduttori, quindi, soggetti con testa e becco lunghi. |
Spagnola Faccia Bianca 0,1 |
L'impressione d'insieme è di un pollo slanciato ma anche robusto.
E' stato accertato che esiste una correlazione fra il colore dell'iride e la pigmentazione dei tarsi.
E' bene pertanto non pretendere nella Spagnola i tarsi della Minorca. Infatti, è facile averli neri o ardesia scuro nella Minorca, in quanto è richiesto l'iride bruno scuro fino a nero; mentre nella nostra Spagnola, essendo l'iride richiesto rosso scuro, si avranno tarsi ardesia, che diventeranno grigio blu nei soggetti anziani.
Spesso soggetti con buona forma non hanno la giusta mole corporea: questa è una caratteristica purtroppo irrinunciabile, pertanto tenerne conto nella selezione, preferendo soggetti di buon peso con qualche difettuccio, a quelli perfetti ma troppo piccoli.
Nei due sessi i difetti più comuni e purtroppo più gravi sono: struttura stretta, postura troppo bassa con posizione delle zampe troppo ravvicinata, e code troppo rilevate. Nella gallina una cresta a "S" svaluterà molto il soggetto, mentre sarà "tollerata" un cresta dritta.
La Spagnola Faccia Bianca esiste solo nella colorazione nera. Il nero deve essere profondo e ricco di riflessi verdi: se questi mancano o sono blu o porpora sono da considerare difetto grave.
Questa razza non va allevata in spazi ristretti, dato che ha bisogno della possibilità di vivere all'aperto molte ore della giornata per poter pascolare: ne beneficerà la struttura e la lucentezza del piumaggio.
Le galline non sono covatrici, ma gli allevatori tedeschi consigliano, se possibile, la cova naturale, in quanto i pulcini, nei primi giorni di vita abbastanza cagionevoli, necessitano di un occhio di riguardo.
Ci sono stati tentativi di selezione Bianca, Blu e anche Sparviero. Del resto, se si guardano i vecchi libri, anche se non come la Nera, queste colorazioni sono sempre esistite.
Si pensa che la Bianca manchi di contrasto e la faccia bianca dia un aspetto scialbo, ma per le altre colorazioni questo problema non esiste: anzi, un bel Blu Andaluso - perché questo è quello consigliato dagli esperti - non avrebbe niente da invidiare, come contrasto, alla Nera.
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