VARIE

Amburgo
Una delle più eleganti e attraenti razze che si conoscano
di Fabrizio Focardi

Origine

Considerato il nome, l'origine di questa razza potrebbe sembrare scontata: ma così non è.
L'Olanda la chiama Hollandse Hoenders (Pollo Olandese) e ne rivendica la paternità motivando la denominazione "Amburgo", usata in tutto il mondo, con il fatto che la sua diffusione, forse, è partita dal porto di Amburgo.

La Germania la chiama sì Hamburg, ma ammette l'incertezza della sua origine, e sullo standard europeo così si legge:

« Selezionata a partire da polli pagliettati ai bordi del mare del Nord, conosciuta con il nome "Gallina che depone tutti i giorni": »

denominazione strana, quest'ultima, per noi italiani, ma in tedesco una parola è sufficiente, anche se lunga: "Alltagsleger".

Il libro tedesco "Nachfahren der Sprenkelhuener Nordwesteuropas" (Origine dei polli screziati del Nord-Ovest Europeo, trad.) così si esprime a proposito dell'origine:.

« Le singole colorazioni dell'Amburgo sono il risultato di svariate correnti di sangue.
È già stato detto che per l'allevamento delle nostre colorazioni sono interessate razze diverse. Questo è uguale per quasi tutte le razze riconosciute in Germania che presentano oggi uno standard molto dettagliato.
Lo stesso succede in tutte le altre Nazioni importanti dal punto di vista dell'allevamento, prima tra tutte l'Inghilterra.
Specialmente gli Inglesi già da lungo tempo ed ancora oggi allevano con successo in purezza l'Amburgo.
Spesso si è pensato che l'Amburgo, considerato il suo nome tedesco, abbia avuto origine qui (in Germania, ndr.).
Questa teoria è però molto dubbia, anche se non del tutta azzardata: anche delle razze di polli campagnoli tedeschi sono state impiegate nell'Amburgo barrata, per esempio i Gabbiani, le Moorhuehner della Frisia Orientale come pure i polli della Westphalis del Nord e dell'Oldenburg del Sud, insieme a razze leggere ed eleganti, non ultima anche l'estinta Campine.
Tirando le somme, l'Amburgo potrebbe essere il prodotto di una pianificazione dell'allevamento inglese, perché queste razze sono arrivate a noi dall'Inghilterra, anche se non proprio nella forma odierna; al loro raffinamento hanno contribuito in maniera considerevole gli allevatori tedeschi.
Specialmente i polli laccati (pagliettati, ndr.) devono aver avuto origine in Inghilterra. »

(H. Kohn)

Amburgo Oro Barrato

Sembra pertanto che la Germania non riconosca l'origine Olandese della razza.

Gli inglesi, d'altra parte, ammettono l'origine olandese della sola varietà barrata, e concordano con gli olandesi per il fatto che il nome derivi dal porto di partenza.
Il loro standard così riporta:

« L'origine dell'Amburgo è avvolta nel mistero. Era una razza allevata nelle due varietà pagliettate nello Yorkshire e Lancashire, più di tre secoli fa, e chiamata "Pheasants" e "Mooneys" »

- da Moon Shape (a forma di luna) riferito alla forma della pagliettatura, ndr -

« Un libro fa riferimento alla presenza della Pheasants Nera nella Gran Bretagna del Nord nel 1702. »

C'è anche da tenere presente che Mooney, sempre relativamente al disegno, era chiamata anche la Redcaps, che si dice derivi proprio dall'Amburgo Oro Pagliettata Nera e dalla Old English Pheasant.
Andando un po' indietro nel tempo, Edward Brown, nel suo libro "Poultry Breeding and Production" del 1929, aveva le idee più chiare: senza ombra di dubbio definisce inglese l'origine dell'Amburgo, per quanto riguarda le varietà Nera e Pagliettata; origine olandese, invece, per le Barrate.
Ma anche altri illustri scrittori come Moubray sono d'accordo con Brown.
Brown aggiunge:

« La prima menzione a proposito di un pollo dall'aspetto simile all'Amburgo Pagliettata è stata rintracciata in Italia.
Il grande naturalista Aldrovandi ha lasciato nel Museo che porta il suo nome presso l'Università di Bologna un'importante collezione naturalistica, comprendente anche disegni e testi.
Ne fa parte anche un libro pubblicato nel 1599 in cui è descritto quello che lui chiama "Turco" e che ha molte somiglianze con l'Amburgo Pagliettata, specie nel disegno e nel colore del piumaggio.
L'illustrazione presente in quell'opera è stata l'elemento determinante nel riconoscimento del cosiddetto "Pollo Turco", più ancora che le menzioni presenti in altri testi.
La cresta presenta una notevole rassomiglianza: non solo essa è quella che noi chiamiamo "a rosa", ma la spina posteriore è prominente.
Questa peculiarità non si è mai vista in nessuna altra razza di cui si abbia traccia, e da questo si può desumere che tutte queste razze di polli con cresta a rosa siano discendenti da questa descritta dall'Aldrovandi, sebbene non ci sia nessun altro evidente sostegno a questa tesi. La ragione per la quale lui gli dette il nome di "Turco", e in che modo questi polli si diffusero, non è dato sapere. »

« Fergusun (altro importante scrittore avicolo dell'epoca, ndr.) dice che la denominazione di "Amburgo" altro non designa che il tramite attraverso il quale essa era originariamente importata - per vie commerciali, in maniera casuale - in Inghilterra dalla Turchia e da altri paesi orientali.
Noi non abbiamo trovato prove che polli di questo tipo si siano incrociati con Asiatici o Turchi Europei. »

Amburgo Argento Pagliettato Nero

Buffon riporta poco sul "gallo di Turchia", solo che "non è notabile che per la sua bella piuma".
Più loquace è invece a proposito dell'Amburgo:

« Il gallo d'Amburgo è chiamato anche "Culotte de velours", cioè "calzone di velluto", perché ha le cosce ed il ventre di un nero vellutato.
La sua andatura è grave e maestosa; il suo becco è molto appuntito; l'iride dei suoi occhi è di color giallo, e gli occhi parimenti sono circondati d'un cerchio di piume brune, da dove parte una ciocca di piume nere che gli coprono le orecchie; vi sono delle piume pressoché somiglianti dietro la cresta, delle barbe sotto, e delle macchie nere, rotonde e larghe sul petto.
Le gambe ed i piedi sono di color piombo, eccettuata la pianta dei piedi ch'è gialliccia. »

A proposito dell'Amburgo riporto anche integralmente il testo del grande allevatore e scrittore inglese W.B. Tegetmeier, contenuto nel libro "Table and Market Poultry - versus Fancy Fowls" risalente al 1892 - agli albori dell'espansione della razza:

« Sotto la generica denominazione "Amburgo" sono elencate diverse varietà di polli, benché della stessa famiglia.
Esse sono chiamate Oro e Argento Barrata, Oro e Argento Pagliettata, e Nera.
Le cosiddette Barrate furono originariamente importate in numero considerevole dall'Olanda, e furono chiamate Olandesi Barrate o "Depositrici Quotidiane Olandesi", ma anche, anteriormente, "Chitteprats", e anche altre denominazioni locali.
In questa razza ogni penna è disegnata da diverse barre trasversali nere su un fondo chiaro, che è bianco nelle Argento e bruno nelle Oro.
Le Amburgo Barrate sono piccole, e, quando giovani, le galline depongono così bene che meritano il nome di "depositrici quotidiane".
Tuttavia esse sono appena soddisfacenti come pollo da reddito, considerando che le uova sono troppo piccole per avere una buona valutazione sul mercato, e gli animali, benché pasciuti, non sono abbastanza grandi da fornire un primo-prezzo come pollo da mercato.
Ambedue le varietà sono delicate e soggette a raffreddori: questa gracilità è stata incrementata da incroci consanguinei per scopi espositivi.
Gli animali ora chiamati Amburgo Pagliettati erano conosciuti tempo addietro nel nord dell'Inghilterra con due distinte denominazioni: Lancashire Moonies, dalla larga perla a forma di luna alla fine delle penne della gallina, e Pheasant Fowl (Pollo Fagiano, trad.), dalla loro supposta origine da un incrocio con un fagiano - una teoria che non ha fondamento in quanto gli ibridi fagiano x pollo sono sterili. »

« L'Amburgo Pagliettata era, in passato, allevata intensamente in Lancashire e Yorkshire; gli esemplari erano più grassi e più forti delle varietà barrate, e molto meno soggetti a raffreddamenti.
Si era soliti considerarle detentrici di un grande merito come produttrici di uova, benché le loro uova non fossero grandi come quelle della razze mediterranee; ma per molti anni esse sono state esposte solamente per la precisione del disegno del piumaggio e per la precisione della forma della cresta.
Nelle esposizioni la loro capacità produttiva di uova non è stata tenuta in alcun conto, cosa che ha contribuito a peggiorarla enormemente.
È indubbia la bellezza di tutte le varietà, ma è dubbia la parità produttiva con le razze mediterranee. »

« La varietà chiamata Amburgo Nera è stata ottenuta con incroci con la Minorca o la Spagnola; è ora una stabile razza da esposizione ed allevata per le graziose caratteristiche.
È comunque più grande, più resistente, e produttrice di uova più grosse delle varietà pagliettate. »

Traetene voi le conclusioni! Rimango comunque scettico sulla derivazione dal "Pollo Turco".

Morfologia

Come abbiamo visto questa razza ha almeno due diverse origini che hanno "lasciato il segno" influendo geneticamente sullo sviluppo morfologico dei soggetti, ma, come vedremo, anche sulle caratteristiche del disegno.
Riporto nella tabella i pesi dei Paesi interessati:

Paese Colorazioni Gallo Gallina
Standard Europeo/Germania Nera/Bianca/Blu/Argento Pagliettata Nero Kg. 2,00 - 2,5 Kg. 1,5 - 2,0
Tutte le altre colorazioniKg. 1,5 - 2,00 Kg. 1,00 - 2,00
Italia Tutte le colorazioni Kg. 1,7 - 2,5 Kg. 1.5 -2,00
Olanda Nera/Bianca/Blu/Pagliettate Kg. 2,00 - 2,5 Kg. 1,6- 1,8
Colorazioni Barrate Kg. 1,5 - 1,7 Kg. 1,2 - 1,4
Inghilterra Tutte le colorazioni Kg. 2,250 Kg. 1,800

Come si può vedere dallo standard europeo (e tedesco) la forbice è discretamente larga: questo sta a significare, chiaramente, tolleranza.
Pertanto sarà facile trovarsi di fronte soggetti di mole eterogenea: come comportarsi?

La Germania consiglia di tentare un'uniformazione dei pesi, pertanto è normale che la tendenza dei giudici sia orientata a preferire soggetti di mole maggiore - essendo il peso minimo già troppo basso anche per un pollo leggero - : questo influenzerà la selezione degli allevatori, ma da quello che ho potuto appurare personalmente i risultati sono ancora scarsi.
L'Olanda invece, perlomeno per le colorazioni delle quali è indiscussa Paese di origine - le barrate - dà dei pesi decisamente più bassi, ma soprattutto la forbice è stretta: questo sta a significare che non è garantita un'altrettanta tolleranza.
Sono pertanto dell'opinione di valutare i soggetti per forma, posizione, disegno e colore, e di non tenere conto della mole, purché rientri più o meno nelle forbici indicate.
L'Amburgo, come abbiamo già detto, è un pollo elegante, pertanto niente deve allontanare il soggetto da ciò che aspettiamo di trovarci davanti: il proverbio "il troppo stroppia" in questo caso calza a pennello.
Il tronco deve essere abbastanza allungato, snello e solo leggermente inclinato verso il dietro; mai, in nessun caso, dovrà esserlo troppo. Il collo di media lunghezza, leggermente incurvato e con una ricca mantellina, necessaria per dare la giusta linea al passaggio col dorso.
Le ali ben chiuse, aderenti al corpo; gli olandesi le richiedono posizionate in linea leggermente obliqua, la Germania invece si limita a richiederle ben serrate al corpo: consiglierei buona tolleranza purché non portate troppo basse.

La coda è molto importante: portata solo leggermente rialzata con un angolo massimo, rispetto alla linea del dorso, di 40° per le colorazioni barrate e 30° per le altre. Purtroppo una coda portata alta è difetto abbastanza comune: se si discosta troppo dall'angolo richiesto è necessario penalizzarla, in quanto influirà negativamente sulla linea del tronco, accorciandolo.
Dovrà essere riccamente inpiumata con timoniere larghe e leggermente aperte; le numerose falciformi saranno lunghe, larghe, ben arcuate e non dovranno finire a punta, ma in forma arrotondata: questo è importante perché solo così si potrà ottenere una perla della giusta misura. Le grandi falciformi non avranno sempre una forma perfettamente arrotondata, ma in alcuni soggetti la avranno solo oltre la metà della penna. Essere tolleranti se nell'insieme non dà l'idea di coda scomposta.
Nella gallina le timoniere sono quasi chiuse, ma non tanto da non mostrare le perle; le copritrici della coda di forma larga influiranno positivamente nel rendere il passaggio dorso/coda più pieno e armonioso. Sovente si troveranno le timoniere superiori lunghe e talvolta anche arcuate come le copritrici: non sarà da considerare difetto se non sporgeranno dalle altre. Se il numero delle piccole falciformi nel gallo è scarso il passaggio tronco/coda perderà consistenza e di conseguenza eleganza.

Il dorso è importante che sia abbastanza lungo e largo e dovrebbe avere le due linee, inferiore e superiore, il più possibile parallele. La sella e la mantellina, se riccamente impiumate, contribuiranno positivamente a determinare un passaggio collo/coda senza bruschi ed antiestetici angoli. Il petto abbastanza arrotondato e portato preferibilmente alto, senza però far sembrare la linea anteriore interrotta e appiattita. La gambe devono essere staccate dal tronco e ben visibili: questo sarà più facile con un piumaggio ben aderente. Nell'insieme l'aspetto deve essere snello e con un nobile portamento.
L'ossatura, tarsi compresi, deve essere fine - lo dimostrano gli anelli: 16 per il gallo ed il 15 per la gallina - : è una necessità da tenere presente nella selezione.
In Olanda sono addirittura previste due misure di anello: mentre per la pagliettata è lo stesso del nostro standard e dello standard europeo, per le barrate è richiesto per il gallo mm. 15 e per la gallina mm. 13.
Sovente gli allevatori chiedono di aumentare la larghezza dell'anello di alcune razze, senza mai prendere in considerazione che è il tarso ad essere troppo grosso, e non l'anello troppo piccolo.
Nell'Amburgo comunque i tarsi devono avere una media lunghezza ed essere di colore grigio ardesia. Se il giudice non terrà conto di questa caratteristica si arriverà ad avere sempre più soggetti con i tarsi troppo chiari o addirittura con la pianta quasi color carne. Il colore dei tarsi è importante e pertanto quando non è quello giusto va avvertito l'allevatore prima che sia troppo tardi.
L'Olanda associa ai tarsi blu ardesia una pianta più chiara, consiglio pertanto di essere tolleranti se la differenza non è troppa, anche se sono dell'opinione che una buona selezione darà una pianta simile al tarso.

Bella testa di gallina

In un animale elegante è richiesta una testa altrettanto elegante, che sarà di media grandezza, più piccola e più allungata nelle barrate. Guardiamone bene le caratteristiche, tutte importanti, in quanto sono in genere fra le cause che più contribuiranno a svalutare o valorizzare il soggetto. Il colore della faccia deve essere rosso vivo, senza muffa biancastra; solo in soggetti più avanti con l'età si può essere tolleranti: in quelli giovani invece va fortemente penalizzata.
Occhi vivaci di colore rosso bruno, che in Germania e nello Standard europeo è richiesto "scuro fino a rosso bruno": il fatto che sia troppo scuro può creare dei problemi in quanto la forte carica di pigmento può talvolta determinare la presenza di pepatura nelle timoniere, soprattutto nella parte interna. Questa pepatura, già di per sé difetto abbastanza comune e pertanto da non incoraggiare ulteriormente, se visibile dall'esterno sarà penalizzata.
Becco di media lunghezza e di color grigio/blu con punta più chiara.
Del colore degli occhi, del becco e dei tarsi riparleremo anche a proposito delle colorazioni.

La cresta, a rosa, in questa razza è una caratteristica importante, pertanto il giudice la deve esaminare attentamente. Deve essere di media grandezza e in armonia con la testa; non deve iniziare troppo avanti né sporgere troppo ai lati tanto da superare la larghezza del cranio, e essere ben ferma. Deve inoltre iniziare in forma squadrata anteriormente e finire con una spina conica che continua in linea retta o solo un po' rialzata. Una spina rivolta verso il basso svaluta molto il soggetto, ma lo svaluta, anche se in misura minore, una spina esageratamente rialzata o a forma cosiddetta "a spada", cioè piatta, sia nel gallo che nella gallina (anche se nella gallina sarà molto meno evidente). Non ci devono essere strozzature, ma deve restringersi gradatamente fino alla punta della lunga spina.
La superficie superiore deve mostrare delle piccole punte a goccia - la cosiddetta "perlatura" - ben ripartite e di uguale misura, che devono essere presenti fino alla base della spina.

I bargigli non vanno sottovalutati in quanto contribuiscono ad una bella testa. Devono essere di fine tessitura, rotondi, non troppo grandi e privi di pieghe.
Gli orecchioni, come la cresta, rientrano nelle caratteristiche peculiari: devono stare ben aderenti, preferibilmente rotondi; nel gallo vanno bene anche in forma leggermente allungata, non troppo sottili - un buon spessore li valorizza - : la misura ideale è intorno ai 40 mm. di diametro nella varietà nera e un po' più piccoli nelle altre. Il bianco deve essere un bianco porcellana e la superficie liscia il più possibile; orecchioni troppo grandi o anche troppo spessi rovinano l'insieme e pertanto andranno penalizzati. La presenza di macchie scure si riscontra in genere nei soggetti che hanno un colore degli occhi troppo scuro: due difetti che vanno fatti notare.
Nel passato notiziario ho pubblicato un articolo proprio sugli orecchioni, vi consiglio quindi di rileggerlo: tutto quello che c'è scritto vale anche per l'Amburgo.

Tutte le caratteristiche sopra descritte contribuiranno a dare alla testa bellezza e armoniosità.
I difetti gravi che si incontrano maggiormente sono a carico della costituzione - struttura troppo gracile - e della posizione - dorso troppo inclinato e coda troppo rilevata -, ma anche della cresta - grossolana, spina piatta , storta o incavata.