VARIE E CURIOSITÀ

Un nuovo anno di Avicoltura

di Rore Lazzaro Mario

Quali sorprese ci saranno per gli allevatori? Di sicuro un piccolo ampliamento del nostro notiziario è già stato espletato, mi riferisco a cerco, offro, scambio.ritengo che sia importante avere rimesso queste pagine per poter formare più dialogo fra tutti gli allevatori e soprattutto più scambio selezionato fra tutti. Il Calendario, piccolo, ma noi finalmente allevatori italiani che andiamo all'estero a comprare tazze, maglie, tovaglie con i polli, oggi abbiamo un calendario di polli italiano, io in 10 anni è la prima volta che ne vedo uno fatto su un notiziario.
Penso che sarebbe molto bello avere lettere in redazione concernenti richieste di svariato genere, anche per sapere notizie più dettagliate su tutta la vita avicola italiana o su quanto più incuriosisce tutti gli appassionati, di una questione che interessi in particolare, di come arrivare a qualche mostra all'estero..., insomma l'importante è essere tutti amici anche nelle richieste e non creare come anni orsono richieste esclusivamente mirate a criticare o demolire una situazione avicola italiana già fragile.
Quest'anno mi auguro sia più produttivo dal punto di vista mostre ed anche maggiormente sfruttato da ogni allevatore italiano, mi riferisco a quanto detto dal Presidente dell'Ordine dei Giudici Galeazzi quando specificava di fare il più possibile riferimento al CTS per eventuali dubbi spiegazioni su eventuali razze, colorazioni, genetica, consigli... Mi dispiace molto avere letto tra le sue righe la prorompente frase: "È il giudice che lo deve sapere !!!" Indubbiamente è chiaro ed auspicabile che i giudici italiani siano sempre pronti ad ogni evenienza, però non dobbiamo dimenticare anche la loro pazienza nell'andare a ricercare su libri e dispense l'eventuale razza che si trovano di fronte e per di più non contemplata nello standard italiano; per non parlare delle colorazioni. Mi sembra più di una volta di avere fortemente esercitato il mio pensiero negativo su tanti allevatori o commercianti che usano il più delle volte la fatidica frase : "li ho presi a Wassemburger". Generalmente è molto raro osservare dei campioni provenienti dai mercatini europei!
Vorrei però spezzare una lancia anche a favore di molti allevatori che molte volte devono passare gli anni a rischiare di allevare una razza o una colorazione senza avere la possibilità di richiedere specifiche spiegazioni. Ritengo infatti importante sì la presenza dello standard italiano in casa di ogni allevatore a patto che lo standard sia disponibile al momento della richiesta in FIAV; oppure sarebbe auspicabile un piccolo incremento di corsi specifici da parte del CTS. Certamente io mi rendo conto di come non sia semplice organizzare corsi, con il rischio di fare un buco nell'acqua sia per quanto riguarda la presenza, sia per quanto riguarda i contenuti che tratterebbero solo alcune razze e non altre ( d'altra parte si fa quel che si può ), và però ribadito che se venissero inseriti un po' di più i presidenti delle Associazioni in questi progetti , forse loro abituati a spronare sempre i propri soci e sapendo bene con esattezza gli allevamenti dei propri iscritti penso potrebbero dare una mano.
Chiaramente io mi baso su un'esperienza direi: "toccata con mano", ma più di una volta mi è successo di avere discussioni con giudici che insistevano nel dire che la mia colorazione non era presente nel nostro standard, quando al contrario era stata approvata da anni; conclusione il giudice non aveva preso in considerazione l'articolo sul notiziario che avrebbe dovuto redarguirlo nell'annoverare le nuove colorazione fra le sue conoscenze della razza in questione. In questo caso è inutile sentirsi dire di inoltrare la pratica del pagamento della tassa per interpellare l'Ordine dei Giudici, perché siete già in pochi, e il giudice che ha sbagliato rischia di prendersi una delusione da dover dare le dimissioni...e questo non sarebbe per niente costruttivo. Ma non è nemmeno costruttivo demolire i sogni o un allevamento di un allevatore.
Ci sono molti punti che credo un po' tutti i vari presidenti delle Associazioni vorrebbero discutere con l' Ordine dei Giudici, per cercare di aiutare ed apportare un miglioramento direttamente proporzionale cioè: se gli allevatori vedono un avvicinamento da parte dei giudici con corsi , con spiegazioni... ci potrà essere un guadagno da entrambe i lati perché diminuiranno le colorazioni fantasma, diminuiranno di conseguenza i problemi anche per i presidenti di avere mostre con animali mediocri, per non parlare della possibilità di creare allevamenti più selezionati e dare la possibilità ai nostri allevatori italiani di cercare in Italia buoni soggetti e lasciare Wassemburg ai commercianti. Commercianti per altro che inizieranno a trovare duro a ricavarsi una nicchia in una mostra perché alla fine un allevamento selezionato si nota molto di più di un'accozzaglia di polli acquistati all'ultimo mercatino. A grandi linee credo di avere un po' tracciato cosa voglia fare l'amico Cabassi con il suo Avincontro, o il presidente Ongaretto con la creazione di un albo degli allevatori.
Insomma io mi auguro che l'Ordine dei Giudici e il CTS non interpretino male queste mie righe, forse non sono in grado di usare molte forme grammaticali corrette, ma ai miei tempi finita la quinta elementare si andava a lavorare per 500 Lire alla settimana; però il mio è un modo per dire, mi auguro a nome di tutti: i Presidenti delle associazioni sono qui per ascoltarvi e per aiutarvi, e spero che insieme si possano risolvere i problemi.


Il Presidente LIA
Rore Lazzaro Mario


Un nuovo anno di Avicoltura

risponde Marco Galeazzi

Sono contento che il sasso lanciato con il mio articolo abbia smosso un po' le acque.
Concordo con molte considerazioni fatte dal Presidente della LIA Rore Lazzaro e ne approfitto per puntualizzare alcuni concetti. La frase: "È il giudice che lo deve sapere!" è quello che a volte è stato detto a noi giudici da espositori che non sapevano cosa avevano presentato in mostra; mentre volevo ribadire un concetto molto semplice ma basilare: è l'allevatore che dice cosa alleva, seleziona e presenta alle manifestazioni, in base a questo il giudice deve valutarne i risultati ed eventualmente suggerirne gli aspetti migliorabili.
Mario auspica giustamente un aumento degli incontri tecnici fra CTS ed allevatori come uno dei mezzi possibili per ridurre il problema da me sollevato nello scorso notiziario. Il CTS ha organizzato per diversi anni 2 seminari di incontro e studio con giudici, allievi giudici ed allevatori con un discreto impegno di energie e di tempo che ricade quasi sempre sulle stesse persone. In genere in posizione centrale, Emilia, ma anche, quando invitati dalle varie Associazioni, in zone più decentrate dalla Valle d'Aosta a Roma, sempre per favorire al massimo tutti gli interessati.
Purtroppo, come tutti sappiamo, la partecipazione da un punto di vista numerico non è certo abbondante, è giusto che la FIAV offra questa opportunità di incontro e dialogo a tutti i soci, e c'è chi si impegna da molti anni per questo, ma è anche vero che se la risposta è quella che è si deve trovare una via di mezzo fra domanda e offerta e infatti, ultimamente, questi incontri si sono ridotti a uno l'anno; (anche perché chi deve preparare i corsi deve anche lavorare alla stesura degli aggiornamenti allo Standard di prossima uscita).
In effetti il lavoro di aggiornamento dello Standard nel tempo è stato molto intenso quindi può succedere che qualche nozione passi nel dimenticatoio. A questo spiacevole inconveniente, come riferito da Mario, si dovrebbe porre rimedio con la revisione dello Standard che sarà pubblicata fra qualche mese in modo, che sia i giudici che gli allevatori, abbiano tutti i mezzi per parlare la stessa lingua. Si può trovare anche altre soluzioni di incontro, per esempio come quella da poco svoltasi a Reggio Emilia in occasione della Sociale AERAv dove dopo il giudizio c'è stato un costruttivo incontro fra giudici ed espositori ma non sempre questo è possibile.
Per quanto riguarda il rapporto fra Presidenti di associazioni e Ordine dei Giudici e CTS concordo che il dialogo è sempre la migliore terapia per risolvere qualsiasi eventuale problema e penso che sia il sottoscritto come Ordine dei Giudici che Fabrizio Focardi come CTS si sia stati sempre più che disponibili per qualsiasi incontro e confronto con tutti, quindi, come auspica Mario, i Presidenti, se lo vorranno, troveranno in questi organi federali il massimo della disponibilità.

Il presidente O.d.G.
Marco Galeazzi