VARIE E CURIOSITÀ

Combattente del Viet Nam: richiesta di revisione standard
di Paolo Paltrinieri

Scorro settimanalmente il prezioso raccoglitore giallo che contiene lo standard sperando mi rimanga appiccicato qualcosa relativamente alle razze che non conosco. Praticamente tutte!
Non so per quale magia del tempo o degli uomini che hanno lavorato a questa opera, appare nel testo in questione la doppia pagina relativa al Combattente del Viet Nam, trasecolo, studio, mi informo, ricerco e arrivo alle conclusioni qui di seguito.
Anticipatamente ringrazio tutti coloro i quali avranno la pazienza di leggere quanto qui di seguito per il solo gusto del sapere.

Gà Noi: una pura e distinta razza di combattenti

L'origine del Gà Noi è sconosciuta e non può essere tracciata data la mancanza di documentazione.
Trent'anni di guerre civili concluse nel 1975 hanno ucciso milioni di persone e distrutto in pratica oltre all'intero paese, anche gli archivi storici.
I combattimenti di galli in Viet Nam sono un'antica tradizione di almeno sette secoli. Si reputa che il Gà Noi sia originario di questo paese e non è credibile lo sia di nessun altro posto: è stato esportato negli ultimi trent'anni negli stati confinanti come la Malesia, la Thailandia e l'Indonesia.
Gli allevatori di questi animali vivono oggi anche negli Stati Uniti dove oggi so possono trovare soggetti di grande pregio.
Per chi fosse interessato alle ricerche sulle origini del Gà Noi, studi recenti compiuti da un gruppo di ricercatori giapponesi, affermano che l'origine di tutte le razze domestiche sia ascrivibile alla regione che comprende gli attuali Viet Nam e Thailandia circa ottomila anni fa.

Definizione

Noi = linea di sangue, razza.
Gà Noi = uno speciale tipo di pollo allevato per il combattimento.
Rat Noi = pura razza, non incrociata con altre.

Il dizionario Vietnamita-Francese dello Genibrel pubblicato nel 1898 da una definizione simile a quella sopra riportata leggermente diversa da quella fornita da Vuong Hong Moi autore di un testo sull'argomento datato 1961.
Per lui "Noi" significa:
-corsa, gara
-linea di sangue ancestrale
-progenitori distinguibili
-una purezza di un gruppo o di un singolo soggetto comprovata.

Il termine Gà noi è relativo a due diverse razze di combattenti. Gà Don (forma abbreviata di Gà Noi Don) e Gà Cura (forma abbreviata di Gà Noi Cura).

Il Gà Don è un tipo di combattente a collo nudo utilizzato nei combattimenti di tape-boxing (una sorta di pugilato). Ci sono due principali tipi di Gà Don: il primo è detto Ma Chi (regolare), l'altro Ma Lai (con piumaggio da femmina).

Gli allevatori vietnamiti non prestano particolare attenzione alle caratteristiche che potrebbe descrivere uno standard in relazione alla conformazione fisica e alla colorazione, selezionando i soggetti solo per le loro qualità atletiche e psicologiche.

Caratteristiche generali

Il Gà Don è descritto nei manuali come una razza priva di speroni o almeno con speroni assai poco pronunciati.
Affermazione vera per quanto riguarda i soggetti allevati nella parte centrale del Viet Nam.
L'autore Vuong Hong Sen ci conferma: a fine 1800 quando la povertà era assai diffusa, la vita del singolo soggetto rappresentava un costo e una fonte di entrata, l'utilizzo quindi di un gallo per più combattimenti, era considerato un valore.
La mancanza o il poco sviluppo degli speroni assunse un'importanza rilevante in questa logica. Tutt'ora le più importanti linee di sangue di questa razza mantengono questa caratteristica anche se nel sud del paese si possono incontrare galli con speroni di ragguardevole lunghezza.

Testa ed espressione della faccia

Il cranio del Gà Don è largo con la parte superiore piatta. La faccia è larga con ossa pronunciate, espressiva tanto da mostrare i diversi stati d'animo dell'animale: si mostra felice quando il proprietario lo avvicina per alimentarlo, curioso all'avvicinarsi di un estraneo, torvo e dallo sguardo fiero se vi si pone davanti un avversario.
Le spesse palpebre, gli occhi profondi e la muscolatura facciale fanno del Gà Don un animale diverso da tutti quelli della sua specie.
Il collo è forte e potente, medio in lunghezza con ossatura robusta, la pelle è spessa e increspata in modo da formare linee ondulate.
In molti si chiedono se il collo e la testa del Gà Don siano naturalmente privi di piume o i soggetti siano toelettati.
La risposta è che entrambe le cose sono vere. Alcune famiglie di Gà Don sono sprovviste di piume in queste zone, altre ne hanno molte di più ma le perdono dopo il primo hanno di vita qualora siano allevati nel clima caldo del Viet Nam.
Si può affermare che dopo il secondo anno di vita un Gà Don si presenterà a collo nudo tenendo però presente che anche il clima influisce su questo aspetto

Occhi di rana

Qualche Gà Don ha gli occhi di rana. Occhi molto grandi non sono cosa buona per un combattente, ma gli occhi di rana denotano un soggetto di classe elevata. Un soggetto che combina gli occhi di rana al colore dei tarsi verdastro è considerato eccezionale.

Colore dei tarsi

Una trentina di anni fa, un Gà Don con tarsi gialli, veniva considerato un incrocio con razze da carne cinesi. Oggi la situazione è cambiata, questo colore è tollerato.

Altre caratteristiche

- Cosce: fortemente muscolate e di norma più lunghe del tarso.
- Piedi: di media o lunga dimensione con tarsi che un tempo erano preferiti squadrati o triangolari mentre oggi anche il tarso arrotondato è gradito.
- Tronco: fermamente muscolato e moderatamente lungo. Addome non sviluppato.
- Pelle: diventa completamente rossa quando esposta ai raggi solari.
- Carni: molto dure anche dopo la cottura.
- Ossatura: larga, pesante, robustissima.
- Coda: corta, stretta, portata bassa. Nel tipo Ma Chi è di più lunghe dimensioni con sella sviluppata.
- Speroni: da due a sei.
- Piumaggio: scarso o assente su collo, testa e cosce. Penne dure e lucenti.
- Colorazione: qualsiasi colore è ammesso.
- Peso: da kg. 2.8 a kg. 5.
- Canto: profondo e corto.
- Scaglie dei tarsi: molti Gà Don hanno due serie di scaglie nella parte mediana dei tarsi. Tre o quattro serie non sono comuni.
Si tenga presente che in Viet Nam esiste una "scienza"che studia la lettura dei tarsi!

Tipo Mà Lai

Il tipo Mà Lai (hennie feathered cioè impiumato come una gallina) come suggerisce il nome è un tipo piumaggio molto simile a quello della gallina.
La parola vietnamita Mà significa sella di piume, Lai invece indica la pertinenza al genere femminile.
Le piume del camaglio e quelle dorsali sono corte, piatte e non appuntite come quelle della coda che è anche priva di falciformi.

Di seguito indico le colorazioni come da prospetto fornito dalla "Vietnamese Gà Noi Association".
Occorre tenere presente che non si tratta di colorazioni fissate e/o standardizzate, ma semplicemente descritte da alcuni allevatori vietnamiti di comprovata abilità allevatoriale.

Xam Ma Lai
(grigio femminile)
Conosciuto negli U.S.A. come blu
Colore dei tarsi: i tarsi bianchi sono considerati di alta qualità ad eccezione di soggetti con mantello rosso, grigio e bruno.
Colore del becco: deve essere identico a quello dei tarsi.
Colore degli occhi:
- Biancastro con riflessi verdi = classe superiore (intelligente).
- Biancastro = di prima categoria (terribile).
- Scuro = di seconda categoria (malvagio).
- Giallo = di terza categoria (impavido).
- Rosso = da non preferire.
O Ma Lai
(nero femminile)
La colorazione più diffusa anche negli U.S.A. dove allevato negli stati che hanno clima invernale rigido, presenta il collo impiumato. Un soggetto sano ha piume brillanti e lustre.
Preferenze:
- occhi bianchi + tarsi bianchi = classe superiore.
- tarsi neri + occhi bianchi = prima categoria.
- tarsi verdastri o neri + occhi gialli o scuri = seconda categoria.
O Bong
(bianco e nero femminile)
Colorazione femminile derivante dalla combinazione del nero e del bianco.
Un soggetto di questo colore uccise in combattimento l'avversario dopo solo sette minuti del primo round.
Da questo gallo discendono la maggior parte dei Gà Don americani.
Preferenze:
- occhi bianchi + tarsi bianchi = classe superiore.
- tarsi neri + occhi bianchi = seconda categoria.
- tarsi neri o verdi + occhi scuri = terza categoria.
O Ma Lai
(bruno aquila femminile)
La parola O significa aquila. La gente comune si riferisce spesso a questi soggetti rosso scuro con la semplice parola O.
Preferenze:
- tarsi bianchi + occhi bianchi = classe superiore.
- tarsi gialli + occhi gialli = prima categoria.
- tarsi verdastri + occhi verdastri = seconda categoria.
- tarsi neri: soggetto non preferibile.
Nhan
(bianco femminile)
Colorazione completamente bianca assai rara per la quale gli allevatori vietnamiti non hanno una particolare propensione tenuto presente che in quella cultura il colore bianco è associato al lutto.
Un proverbio antico recita: "compra un gallo nero con i tarsi bianchi persino se tua madre farà marmellata di te". Davvero singolare.
Tipo Ma Chi

Questo termine indica soggetti dal piumaggio "regolare". La parola Ma significa sella di piume, la parola Chi significa puntuto, sottile. I Ma Chi hanno selle di piume lunghe e appuntite. La coda è provvista di falciformi. Il tipo Ma Chi è considerato una razza a parte rispetto al tipo Ma Lai, gli allevatori poi distinguono ulteriormente una sorta di sotto razza detta Ma Kim quando un Ma Chi ha le piume della sella particolarmente corte.
Le combinazioni di colori sono quelle indicate per il Ma Lai.

Note storiche sui combattimenti in Viet Nam

Non si hanno informazioni precise circa l'avvento dei combattimenti di galli in questo paese.
Sicuramente è possibile ipotizzarne la presenza da almeno 700 anni considerando che non si hanno testi scritti riguardanti l'argomento: molti dei moderni manuali che si possono acquistare in Viet Nam, si basano sul Ke Kinhn libro probabilmente scritto dal comandante militare Le Van Duyet (1763-1832).
Questa lunga tradizione prenderebbe origine da un episodio del 1283, quando il paese si difendeva dalle armate mongole del Khan Kublai.
Questo sport fu uno dei passatempi preferiti di sovrani e mandarini di varie dinastie, fino ad arrivare all'Imperatore, Nguyen Nhac, che visse a cavallo tra ‘700 ed ‘800 e scrisse un manuale sulle tecniche di combattimento dei Gà Don.
Da questi studi si sviluppò un'arte marziale tuttora praticata, il Tay Son.
Per meglio capire i combattimenti di galli in Viet Nam, è importante avere una chiara visione del significato della parola Noi.
Questa parola è usata anche in riferimento alle origini mitologiche del popolo vietnamita. "Noi giong Tien Rong" significa discendente da un padre originato da un Drago e da una madre Dea.
Scorre un parallelismo tra l'ascendenza divina del popolo e quella del Gà Don: il Drago simbolizza forza, potenza, fierezza, coraggio e spirito indomito. Per questo motivo, somigliando così tanto il Gà Don al Drago, è oggetto di amore da parte del popolo.

Durante l'epidemia di influenza aviare del 2003, il Governo confiscò enormi quantità di polli: ci fu una manifestazione di gente infuriata che gridava come slogan "Il Gà Don esiste, il Viet Nam esiste, il Gà Don scompare, il Viet Nam scompare".
Ci è possibile capire quanto i guerrieri che hanno difeso il loro paese da tanti terribili nemici abbiano tratto spunto da questo loro animale.

Il rispetto gioca un ruolo importantissimo nella cultura dei combattimenti di galli. L'allevatore può guadagnare stima solo se il gallo porta in alto il suo nome: la sua esperienza, la sua conoscenza e il pesante e costante lavoro quotidiano sono rappresentati dal suo combattente.
Chi alleva questi animali ne è ossessionato al punto che diventa difficile stabilire se l'uomo possiede il Gà Don o viceversa per la quantità di tempo che passano insieme.
Gli Asiatici in generale e i Vietnamiti in particolare non amano perdere la faccia.
Ricche e potenti famiglie partecipano a questo sport con grande orgoglio: da questo tipo di cultura ha preso vita il "Dao Ke"ovvero la via del Gà Don.
È basata su un codice segreto in possesso di una lobby tramandato da generazioni.

Il proprietario di Gà Don è detto Su Ke: egli ricerca continuamente di affermarsi ottenendo rispetto e fama. Non venderà mai i suoi animali la cui genealogia è tenuta segreta anche ai parenti più stretti e agli amici.
Per mezzo di queste persone, dell'organizzazione e di una serie di allevatori hobbysti, questa tradizione rimane salda e continua ad espandersi.

Chiedo allora al C.T.S. informazioni sull'eventuale possibilità di apportare le modifiche necessarie all'esistente standard, mettendo a disposizione il poco che conosco e tanta voglia di lavorare.

Paolo Paltrinieri